Il lab dedicato al report del festival b.motion
b.motionreport theatre week
Per chi non può essere a Bassano del Grappa durante b.motion ecco il modo giusto di vivere il festival in maniera
multimediale!
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week
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realizzate durante b.motion!
Day six - 06.09.09

Muta Imago - Madeleine -foto di Adriano Boscato
approfondimenti
Muta Imago
approfondimenti
Streams of consciousness - theatre week
09
Bianco / Nero
- Vedere, incontri di corpi, di ombre che si abbracciano e si
respingono in lungo incontro/scontro; immaginare nel bianco della coscienza il nero dell’incoscienza che pervade il sogno di
“Madeleine”.
- I Santasangre e i Muta Imago sono in bianco e nero, ma la fluidità del loro lavoro rende ogni cambiamento di sfumatura un vero passaggio drammaturgico, mentre dai
colori sgargianti di Babilonia vien fuori il noir più criminale e perverso, con la nettezza del rosso sangue e della bara dorata.
- Articolati senza soluzione di continuità, nelle geometrie orrorifiche dei Muta Imago: un incubo intessuto di luci e ombre per Madeleine.
- Necessità di creare continuamente schermi in cui sprofondare e annullarsi nel costante tentativo di infrangere una barriera: bianco e nero non come opposti, ma come
analoghe espressioni di un mondo dominato da dicotomie di cui è impossibile indicare una sintesi. Santasangre, Sincronie di errori non prevedibili.
- Uno schermo, una sagoma che ricorda un essere umano, ombra di una tecnologia che non è più strumento, ma condizione a cui tendere: un essere umano vittima del suo
stesso progresso?
Parola / Non parola
- Pastiche di proverbi, filastrocche, titoli giornalistici e cultura popolare: i Babilonia Teatri col loro lessico disintegrato
- “Taci, taci, taci!”. Una parola per tre che è una non parola. Il dire di un cavallo diventa il non dire di Anna: una comunicazione sentita e compresa
grazie alla non parola in un “*Jeug-” intenso.
- Prova a scrivere il testo di Madeleine. Non riesco a dormire. Sogno un tempo in cui rotolavamo d’amore come due fiamme al vento. Chi sei, cosa vuoi?
Cos’è questo rumore? Aspetta che accendo la luce. Aiuto c’è un’ombra dietro la vetrata! Forse è il temporale. No, mi sporchi i vetri! Mi spogli la
casa mi invadi l’esistenza! Vai dietro lo specchio! Per non vederti proverò a spegnere la luce.
- Vedere ciò che non si vede ma che si immagina, si sogna, si teme, si respinge.
- Babilonia Teatri, Pop Star. Una parola che si fa immediatamente immagine in una continua tensione alla rappresentazione: allo spettatore il compito di creare la
propria immagine, l’unica e sola autentica.
Realtà / Irrealtà
- Quanto è reale la morte? Tanto, troppo forse. Tre bare e tre morti: reali le prime, irreali i secondi che si muovono, saltano, ballano come “Pop
star”.
- La realtà tragica della deportazione ad Auschwitz; la fantasia derivata dal teatro ragazzi.
Marionette gothic su scenari smontabili casa-di-Barbie-styled; burattini nostalgici per uno spaccato di Resistenza italiana. Premio scenario per Ustica 2009
perché…”E’ bello vivere liberi”
Movimento / Stabilità
- Metti una sera…installazioni audiovideo e body art,
sfalsa i tempi, costruisci una partitura gestuale robotizzata e hai “Sincronie di errori non prevedibili”. I Santa Sangre in prima
nazionale.
- “Ragazze! Potremo tenere i nostri vestiti! Potremo anche ballare! Meglio ad Auschwitz che in risiera!”.
Ondina si muove, ride, è giovane. Ondina è immobile, stremata, vecchia a 19 anni, in prigione anche se liberata. Non ha vissuto la gioia vera della liberazione ma alla
fine “è bello vivere felici!”
Fine / Inizio
- Ragionare sull’inizio, per i Codice Ivan, è ragionare sulla
necessità del teatro. Dove la forma diventa il tema, la fine diventa l’inizio di una riflessione sul sistema e sul pubblico. Dove invece la forma è consolidata,
vedi Babilonia, alla fine c’è la miseria umana, e scampoli liberatori che scivolano sulla schiuma.
- “Resistenza, sempre. Perché è bello vivere liberi”. Battuta finale per Ondina Peteani, prima staffetta partigiana d’Italia, sul palco delizioso
factotum Marta Cuscunà. Narrazione e teatro di figura per una Resistenza che non si arresta.
- Una linea retta che si riavvolge su sé stessa, si interseca in più punti, crea spazi, zone di vuoto e sovrapposizioni, in un groviglio
di istanti sorpresi in attesa di una collocazione temporale. Il “Saggio sull’inizio”, la messa a nudo del processo creativo innestata nella creazione
stessa, un’ipotesi di inizio se non un inizio stesso, nuovo, ma reale quanto il primo: realtà, pensiero e rappresentazione si incontrano in una dimensione
sospesa dove tutto si manifesta in una realtà senza tempo. - Codice Ivan, Pink, me and the roses.
- Come inizia uno spettacolo? Con tanti spezzoni di “inizio”. Qui anche la fine è l’ennesimo inizio,
uno dei tanti che si susseguono come in trailer. Il film è “Pink, Me & The Roses”.
di Giulia Tirelli, Patrizia Vitrugno, Maria Vittoria Solomita e Fabiana
Campanella.
in breve...
SOS IN T9
Consigli sugli spettacoli in formato SMS...
Santasangre Sincronie di errori non prevedibili - Il titolo risolve il dubbio sulle mancate sincronie della protagonista con suoni e immagini, ma
resta 1 performance di danza fatta da 1 non danzatrice, sempre curva. La visione retroproiettata di un viaggio nel buco nero riflette perfettamente quel senso di
oppressione e ossessione, e insegue gli slanci rapidi di braccia di lei, che mostra il volto x 1attimo, e x troppo tempo la schiena.
Codice Ivan Pink me & the roses - Forget the famous actors who played the gorgeous heroes and think of ME. È scritto sulla maglietta di 1 dei 3
attori: un lavoro piccolo e sorridente, che riflette sul teatro e sui rischi, sulla finzione e l’errore, in un salotto plastico e neoimperiale di luce bianca
dove ogni tanto scoppia un palloncino.
Babilonia Teatri Pop Star - I Babilonia sul registro drammatico. Roba da pelle d’oca. Hanno fatto veramente un salto da una gru verso il tragico, col
loro modo eccezionale di prenderti a schiaffi e farti scaricare i nervi cantando a squarciagola Laura Pausini. Loro tre strepitosi, fuori c’era il temporale e
un’energia pazzesca.
Muta Imago Madeleine - Incredibile la gente che c’è per i Muta Imago, per uno studio! Però accidenti, un lavoro perfetto, una visione da incubo di
specchi e ricordi, mentre l’ombra di un uomo rumoreggia e incombe sull’abito bianco di lei come un’ossessione nera, dopo l’iniziale sfuggente
riflesso di un amplesso. In volo.
Babilonia Pornobboy - Il giorno in cui Videocracy trionfa al festival del Cinema di Venezia, mentre Berlusconi dichiara “Povera Italia.
Abbeveratevi della disinformazione di cui siete protagonisti”, a Bassano il teatro più attento al reale ci martella con la pornografia brutale e monotona
dell’informazione. Da Carlo Giuliani a Eluana, la memoria corta del nostro paese inondata da una valanga di schiuma.
Marta Cuscunà E' bello vivere liberi - Teatro di narrazione con marionette. Teatrino di pupi con forno di Auschwitz. Dalla storia di una staffetta
partigiana militante nel PCI dall’età di 17 anni e sopravvissuta al campo di concentramento, l’idea di un racconto in formato ragazzi ma capace di
emozionare anche i più grandi.
Teatrino Giullare Coco - Uno spettacolo per pianoforte e ombre, due labbra e due stivali rossi. I guanti rosa della domestica. Coco Chanel che muore
tra i fumi delle lenzuola. Ma perché i testi di Koltès devono sempre essere recitati con la voce rauca?
Mele Ferrarini Vorrei i soldi di Ronconi
Racconto ansioso e ansiogeno di un ragazzo che
vuole fare uno spettacolo con 200€. Esilarante la telefonata alla SI-A-EEE! Geniale (e criminale!) il rapimento di Ronconi e del suo cane. Tortuoso il finale. Ma
quanta fatica!
Teatro Sotterraneo Dies irae_5 episodi intorno alla fine della specie
Finalmente posso mandare sms a teatro! ne approfitto per mandarlo a te, gli attori ci
hanno fatto accendere il cellulare. Partecipo al What if radiofonico e all'asta delle meraviglie del mondo. Restano sangue e cenere. E un teatro che continua a fare
domande. Da Leonard Cohen a Jeff Buckley. Alleluja.
Alessia Toffanin Concert en Action
Da Bassano a Parigi con l'acuto della pianista bionda. 1 balzo nella stralunata ricerca
sonora che segue le tracce di John Cage e dell'avanguardia dei 60's. Sorprendente e incomprensibile, come allora.
Anagoor Tempesta
1po' Bill Viola 1po' Castellucci, gli Anagoor triplicano l'uomo in bi- e tri-dimensione.Il comparire di una donna direttamente da un
quadro di Giorgione nel cubo semitrasparente sconvolge l'equilibrio e innesca il conflitto con vento e drappo rosso. C'è una guerra da combattere,ma fuori o
dentro?
di Fabiana Campanella
approfondimenti
Color E-Motion
Che colore ha il Bmotion? Il bianco e il nero dominano la scena. Puri o nelle loro commistioni, segnano la cifra distintiva di questo festival giunto alla sua quarta
edizione.
Bianca è Pioggia, la protagonista di “*Jeug-”, un magnifico pezzato che restituisce il senso del bianco, la luce che emana nel rapporto simbiotico e umano
con la co-protagonista. Bianca è la purezza dell’incontro nella semioscurità dello spazio scenico. I costumi di Anna Bragagnolo degli Anagoor, sono un ostacolo
alla fusione con l’animale: un corpetto che comprime, una gonna ampia che copre e nasconde una sottogonna che ingabbia i movimenti e impedisce
l’incontro.
Bianchi sono anche Carlo Pressotto e Matteo Balbo nei loro slip circondati da pile di piatti, osannanti liste di C cotolette di P Pollo in “Special
Price”.
Il banco e il nero sono fusi nelle “Sincronie di errori non prevedibili” dei Santasangre che conducono in un viaggio nelle sfumature dei non colori,
ricreando atmosfere lisergiche, lontane dal mondo reale ma che da questo partono per arrivare a una totale dissolvenza di spazio e tempo.
Il bianco si sposa col giallo in “Pink, Me & The Roses” dei Codice Ivan. Un trailer lungo un inizio che si snoda nel giallo del muletto, delle scarpe
di Anna Destefanis e della maglietta di Benno Steinegger. Bianco lo sfondo, bianca la testa di un palloncino che ha su una parrucca, bianca anch’essa, che
rievoca un po’ la signora Bates di Hitchcockiana memoria. Bianchi i grandi occhiali/occhi di Benno che ora è una rana ora diventa scorpione.
Le ombre nel tormentato gioco di specchi sono grigie e scure, alternando luce e buio nello studio dei Muta Imago. “Madeline” è bianca, il suo
incubo/ricordo è nero. La lotta per scacciarlo, per allontanarlo da sé, per farlo diventare altro da sé, è un’intermittenza nebulosa, quasi si combattesse nel
fondale di un corso d’acqua.
Bianca è Ondina, la prima staffetta partigiana deportata ad Auschwitz che sulla scena è una marionetta dal sapore nordico. Ondina è anche la freschezza di Marta
Cuscunà col suo grembiule bianco e rosso che si scontra col grigio del campo di concentramento e dei forni crematori di “È bello vivere liberi!”
“Coco” è un’ombra, un profilo grigio su un fondo bianco. Rossa è la sua cameriera, Consuelo, assieme al suo rossetto, al suo vestito in taffettà e
alle sue scarpe dal tacco alto.
Bianco è lo sfondo della locandina di “Pornobboy” dei Babilonia Teatri. Un bianco che lascia il posto al colore dei tre protagonisti, nonché anime della
giovane formazione. Tre magliette, tre messaggi, tre colori. Il bianco sul rosso di “I love New York” per Ilaria Delle Donne, la nera faccia del Che sul
rosso acceso per Enrico Castellani, blu e rosa per il logo del Santarcangelo di Valeria Raimondi.
Tanti, imprevedibili e imprecisati i colori di “Pop Star”, sempre dei Babilonia: tigrati su collant blu elettrico della signora che spia, fucsia e rosso
che combattono sulla esile figura della ragazza che sale sulla gru, onde di fiori in multicolor che piovono dal cielo per una “morte” reale quanto un
viaggio onirico.
Bmotion passa attraverso stili che sono anche stati differenti. Solido, liquido, gassoso si declinano in colori per raccontare storie, lanciare input, innovare il
teatro.
di Patrizia Vitrugno
approfondimenti
Teatro Sotterraneo
appuntamenti
Chiude B.Motion 2009 con Anagoor e Filippo Timi
Domenica 6 settembre doppia conclusione per Operaestate Festival Veneto, alle ore 18.30 presso il CSC Garage Nardini a ingresso libero
ultimo appuntamento per B.motion la sezione del festival dedicata ai linguaggi contemporanei. In scena la Compagnia Anagoor con lo studio di
“Tempesta”, grazie al quale ha ricevuto la segnalazione al Premio Scenario 2009. Per il gran finale c’è molta attesa per l’arrivo al
Teatro Remondini ore 21.00 di Filippo Timi, attore tra i più apprezzati del nuovo cinema italiano protagonista di una versione riveduta e
corretta dell’Amleto shakespeariano del titolo “Il popolo non ha il pane? Diamogli le brioche”.
Presenti al festival bassanese di quest’anno con ben quattro progetti diversi, Anagoor, gruppo nato a Castelfranco Veneto nel 2000,
conferma il valore di una ricerca che fonde il corpo dell’attore alla musica, l’immagine e il movimento alla parola, e restituisce ricchezza e potenza di
segno in un processo che si sviluppa nell’esperienza comune. A nove anni dalla nascita Anagoor è diventata una delle più impegnate nuove compagnie teatrali del
Veneto e una riconosciuta forza promotrice della diffusione dei linguaggi performativi contemporanei. A sancire in maniera definitiva la portata nazionale dei loro
progetti produttivi la segnalazione speciale di “Tempesta” al Premio Scenario 2009, nuovi linguaggi per la ricerca “per la preziosa indicazione di
una scena ove appare possibile coniugare radicamento e modernità, immagine del corpo e concreta presenza della carne dell’attore... L’arte si affianca alla
terra a restituirci le nostre radici”. Il risultato è un lavoro di grande potenza visiva, che esalta la forza espressiva dell’opera di Giorgione
restituendo modernità al tocco pittorico ed esaltando anche i dettagli più impercettibili.
“Il popolo non ha il pane? Diamogli le brioche” segna invece il ritorno in teatro di Filippo Timi, attore di punta del cinema
italiano amato da registi come Salvatores, Ozpetek e Bellocchio. Per calcare di nuovo un palcoscenico Timi decide di affrontare il classico dei classici:
“Amleto”. Ma lo fa a modo suo, offrendone una versione riveduta e corretta, che ride della disarmante fragilità umana. Il suo principe è un ragazzino
viziato, che d’improvviso si sveglia nella notte, inizia a ridere e demolire il mondo esasperando i meccanismi di potere, desiderio e brama che regolano la
natura violenta dell’uomo. Lui, il delfino del re, dalla vetta della piramide, come un giullare, pezzo per pezzo, comincia a smontare, mattone su mattone, la
piramide stessa, crollando con essa. Di fronte alla realtà, di fronte a certi irrimediabili eventi come la morte, la perdita di un amore, il cuore e il cervello
impazziscono, hanno bisogno di trovare fughe e nuove logiche per non soffrire così tanto.
“Ridere, è la risposta della coscienza alla tragedia? – scrive Filippo Timi nelle sue note di regia - Ridere il pianto.
Ridere la morte. Ridere l’abbandono. Ridere il tradimento. Ridere la follia. Ogni sentimento ha una bocca, e io voglio far ridere la bocca dei sentimenti! Ogni
vita è lo specchio della vita. Guardati, disse un giorno Amleto ad Ofelia, guardati in me… come fai a non ridere di te? Insomma il mio Amleto è una commedia. Tra
potere, oblio, frivolezze e pazzia”.
Day five - 05.09.09

Marta Cusconà - E' bello vivere liberi -
Foto di Adriano Boscato
approfondimenti
Babilonia Teatri
racconti
Dopofestival felliniano a Bassano B.Motion
Day four - 04.09.09

Babilonia
Teatri - Pornobboy - Foto di Adriano Boscato
colazione con l'artista
Codice Ivan
interviste impossibili
Ricevimento al chiaro di luna con Gaetano Giardino
Al centro del viale centrale di Bassano del Grappa una statua silenziosa e imponente si erge con lo sguardo serioso rivolto verso i monti delle Prealpi venete, fisso e
impassibile a qualsiasi passaggio di spettatori in 'transumanza', in continuo spostamento tra il Teatro Remondini al CSC Garage Nardini. Per intervistare da vicino Gaetano
Giardino si deve attendere un orario in cui il traffico si quieta e le macchine smettono di aggirarlo: il vecchio comandante dell'Armata del Grappa mai lascia la sua
postazione privilegiata di osservatore e di custode del Monte, non rivolgendo neanche lo sguardo verso il suo intervistatore. Al chiaro di luna prende quindi vita un
colloquio privato, iniziato con un timore quasi reverenziale nei confronti di chi, durante la prima guerra mondiale, ha difeso il massiccio del Grappa e 'i suoi soldatini'
– bersaglieri del suo reggimento trattati come fossero dei figli -.
approfondimenti
Anagoor e Pioggia al Centro Equestre Prato Verde
Il diario di Laura
3 settembre 2009
appuntamenti
Muta Imago e Babilonia Teatri
Giornata all’insegna del teatro di figura quella di Venerdì 5 settembre per B.motion, con due lavori che usano questo linguaggio in modo originale per raccontare le
storie di Ondina Peteani, prima staffetta partigiana e Coco Chanel, mito incrollabile dell’alta moda internazionale. Ma la giornata di Venerdì è anche un confronto
generazionale: quello tra la giovane Marta Cuscunà (Teatro Remondini ore 21.00) e i maestri di Teatrino
Giullare (CSC Garage Nardini ore 22.00).
Day three - 03.09.09

Babilonia Teatri - Pop Star - foto di
Adriano Boscato
racconti
LA GRAPPA CON LE
BOLLE
interviste impossibili
Nostra signora Sfortuna
Durante la terza giornata di Bmotion teatro una vecchia signora è passata per fare un saluto, non specificando se veloce o meno. La redazione si augura che il suo sia solo
un breve passaggio, e mentre attende che se ne vada le rivolge curiosa qualche domanda, cercando di farle cambiare idea circa un possibile lungo soggiorno a Bassano del
Grappa.
Speriamo di scoprirlo presto e che anche questa scoperta porti a un piccolo tesoro, ovviamente piacevole e positivo... ma perché la pioggia battente, il temporale
improvviso e la grandinata non appena gli spettatori uscivano da teatro e soprattutto si spostavano a piedi per la città senza avere un ombrello?
Dovevo pur portare un po' di fresco dopo tutto questo caldo... farvi correre sotto la pioggia e quindi scivolare, mettere il mio zampino
dopo aver visto due spettacoli così piacevoli e divertenti – Pink, me and the roses dei Codice Ivan e Pop star dei Babilonia teatri -. Per
potersi riparare tutti sotto lo stesso palazzo, quello di Bonaguro, cercando di farvi aggregare il più possibile e facendovi parlare di me, sempre esclusa volutamente
da ogni festival.
di Carlotta Tringali
Il diario di Laura
2 settembre 2009
appuntamenti
Muta Imago e Babilonia Teatri
Questa sera lo studio del nuovo lavoro di Muta Imago (ore 21.00 Teatro Remondini), e l'ultimo appuntamento della personale dedicata a Babilonia
Teatri (22.15 CSC Garage Nardini).
Day two - 02.09.09

Sincronie di errori non prevedibili - Santasangre - foto di Adriano
Boscato
colazione con l'artista
Santasangre
Ascoltami in cuffia, mi sentirai meglio!
curiosità
LO SAPEVATE... Babilonia Teatri
Il diario di Laura
1 settembre 2009
di Laura Reffo
Day one - 01.09.09

*jeug -Anagoor foto di Adriano Boscato
interviste impossibili
PIOGGIA, DALLA STALLA ALLE
STELLE
appuntamenti
Santasangre e Babilonia Teatri
Continua b.motion, nella settimana dedicata al teatro, con due compagnie di punta della scena della ricerca italiana. I Babilonia Teatri
insieme a La Piccionaia presenteranno, questa sera alle 21.00 al Teatro Remondini Special Prize. La serata prosegue poi alle 21.45 al
Garage Nardini con i Santasangre e il primo studio di Sincronie di errori non prevedibili.
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b.motion!
b.motionreport
- theatre week è un progetto a cura di Jacopo lanteri con la collaborazione di Laura Reffo, Giulia Tirelli, Carlotta Tringali,
Patrizia Vitrugno, Maria Vittoria Solomita e Fabiana Campanella.