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b.motion report

Il lab dedicato al report del festival b.motion

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  theatre week
Per chi non può essere a Bassano del Grappa durante b.motion ecco il modo giusto di vivere il festival in maniera multimediale!

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Day six - 06.09.09


Muta Imago - Madeleine -foto di Adriano Boscato

approfondimenti
Muta Imago




approfondimenti

Streams of consciousness - theatre week 09

Bianco / Nero
- Vedere, incontri di corpi, di ombre che si abbracciano e si respingono in lungo incontro/scontro; immaginare nel bianco della coscienza il nero dell’incoscienza che pervade il sogno di “Madeleine”.

- I Santasangre e i Muta Imago sono in bianco e nero, ma la fluidità del loro lavoro rende ogni cambiamento di sfumatura un vero passaggio drammaturgico, mentre dai colori sgargianti di Babilonia vien fuori il noir più criminale e perverso, con la nettezza del rosso sangue e della bara dorata.

- Articolati senza soluzione di continuità, nelle geometrie orrorifiche dei Muta Imago: un incubo intessuto di luci e ombre per Madeleine.

- Necessità di creare continuamente schermi in cui sprofondare e annullarsi nel costante tentativo di infrangere una barriera: bianco e nero non come opposti, ma come analoghe espressioni di un mondo dominato da dicotomie di cui è impossibile indicare una sintesi. Santasangre, Sincronie di errori non prevedibili.

- Uno schermo, una sagoma che ricorda un essere umano, ombra di una tecnologia che non è più strumento, ma condizione a cui tendere: un essere umano vittima del suo stesso progresso?

Parola / Non parola

- Pastiche di proverbi, filastrocche, titoli giornalistici e cultura popolare: i Babilonia Teatri col loro lessico disintegrato

- “Taci, taci, taci!”. Una parola per tre che è una non parola. Il dire di un cavallo diventa il non dire di Anna: una comunicazione sentita e compresa grazie alla non parola in un “*Jeug-” intenso.

- Prova a scrivere il testo di Madeleine. Non riesco a dormire. Sogno un tempo in cui rotolavamo d’amore come due fiamme al vento. Chi sei, cosa vuoi? Cos’è questo rumore? Aspetta che accendo la luce. Aiuto c’è un’ombra dietro la vetrata! Forse è il temporale. No, mi sporchi i vetri! Mi spogli la casa mi invadi l’esistenza! Vai dietro lo specchio! Per non vederti proverò a spegnere la luce.

- Vedere ciò che non si vede ma che si immagina, si sogna, si teme, si respinge.

- Babilonia Teatri, Pop Star. Una parola che si fa immediatamente immagine in una continua tensione alla rappresentazione: allo spettatore il compito di creare la propria immagine, l’unica e sola autentica.

Realtà / Irrealtà
- Quanto è reale la morte? Tanto, troppo forse. Tre bare e tre morti: reali le prime, irreali i secondi che si muovono, saltano, ballano come “Pop star”.

- La realtà tragica della deportazione ad Auschwitz; la fantasia derivata dal teatro ragazzi. Marionette gothic su scenari smontabili casa-di-Barbie-styled; burattini nostalgici per uno spaccato di Resistenza italiana. Premio scenario per Ustica 2009 perché…”E’ bello vivere liberi”

Movimento / Stabilità
- Metti una sera…installazioni audiovideo e body art, sfalsa i tempi, costruisci una partitura gestuale robotizzata e hai “Sincronie di errori non prevedibili”. I Santa Sangre in prima nazionale.

- “Ragazze! Potremo tenere i nostri vestiti! Potremo anche ballare! Meglio ad Auschwitz che in risiera!”. Ondina si muove, ride, è giovane. Ondina è immobile, stremata, vecchia a 19 anni, in prigione anche se liberata. Non ha vissuto la gioia vera della liberazione ma alla fine “è bello vivere felici!”

Fine / Inizio
- Ragionare sull’inizio, per i Codice Ivan, è ragionare sulla necessità del teatro. Dove la forma diventa il tema, la fine diventa l’inizio di una riflessione sul sistema e sul pubblico. Dove invece la forma è consolidata, vedi Babilonia, alla fine c’è la miseria umana, e scampoli liberatori che scivolano sulla schiuma.

- “Resistenza, sempre. Perché è bello vivere liberi”. Battuta finale per Ondina Peteani, prima staffetta partigiana d’Italia, sul palco delizioso factotum Marta Cuscunà. Narrazione e teatro di figura per una Resistenza che non si arresta.

- Una linea retta che si riavvolge su sé stessa, si interseca in più punti, crea spazi, zone di vuoto e sovrapposizioni, in un groviglio di istanti sorpresi in attesa di una collocazione temporale. Il “Saggio sull’inizio”, la messa a nudo del processo creativo innestata nella creazione stessa, un’ipotesi di inizio se non un inizio stesso, nuovo, ma reale quanto il primo: realtà, pensiero e rappresentazione si incontrano in una dimensione sospesa dove tutto si manifesta in una realtà senza tempo. - Codice Ivan, Pink, me and the roses.

- Come inizia uno spettacolo? Con tanti spezzoni di “inizio”. Qui anche la fine è l’ennesimo inizio, uno dei tanti che si susseguono come in trailer. Il film è “Pink, Me & The Roses”.
di Giulia Tirelli, Patrizia Vitrugno, Maria Vittoria Solomita e Fabiana Campanella.

in breve...

SOS IN T9


Consigli sugli spettacoli in formato SMS...


Santasangre Sincronie di errori non prevedibili - Il titolo risolve il dubbio sulle mancate sincronie della protagonista con suoni e immagini, ma resta 1 performance di danza fatta da 1 non danzatrice, sempre curva. La visione retroproiettata di un viaggio nel buco nero riflette perfettamente quel senso di oppressione e ossessione, e insegue gli slanci rapidi di braccia di lei, che mostra il volto x 1attimo, e x troppo tempo la schiena.

Codice Ivan Pink me & the roses - Forget the famous actors who played the gorgeous heroes and think of ME. È scritto sulla maglietta di 1 dei 3 attori: un lavoro piccolo e sorridente, che riflette sul teatro e sui rischi, sulla finzione e l’errore, in un salotto plastico e neoimperiale di luce bianca dove ogni tanto scoppia un palloncino.

Babilonia Teatri Pop Star
- I Babilonia sul registro drammatico. Roba da pelle d’oca. Hanno fatto veramente un salto da una gru verso il tragico, col loro modo eccezionale di prenderti a schiaffi e farti scaricare i nervi cantando a squarciagola Laura Pausini. Loro tre strepitosi, fuori c’era il temporale e un’energia pazzesca.

Muta Imago Madeleine
- Incredibile la gente che c’è per i Muta Imago, per uno studio! Però accidenti, un lavoro perfetto, una visione da incubo di specchi e ricordi, mentre l’ombra di un uomo rumoreggia e incombe sull’abito bianco di lei come un’ossessione nera, dopo l’iniziale sfuggente riflesso di un amplesso. In volo.

Babilonia Pornobboy - Il giorno in cui Videocracy trionfa al festival del Cinema di Venezia, mentre Berlusconi dichiara “Povera Italia. Abbeveratevi della disinformazione di cui siete protagonisti”, a Bassano il teatro più attento al reale ci martella con la pornografia brutale e monotona dell’informazione. Da Carlo Giuliani a Eluana, la memoria corta del nostro paese inondata da una valanga di schiuma.

Marta Cuscunà E' bello vivere liberi - Teatro di narrazione con marionette. Teatrino di pupi con forno di Auschwitz. Dalla storia di una staffetta partigiana militante nel PCI dall’età di 17 anni e sopravvissuta al campo di concentramento, l’idea di un racconto in formato ragazzi ma capace di emozionare anche i più grandi.

Teatrino Giullare Coco - Uno spettacolo per pianoforte e ombre, due labbra e due stivali rossi. I guanti rosa della domestica. Coco Chanel che muore tra i fumi delle lenzuola. Ma perché i testi di Koltès devono sempre essere recitati con la voce rauca?

Mele Ferrarini Vorrei i soldi di Ronconi
Racconto ansioso e ansiogeno di un ragazzo che vuole fare uno spettacolo con 200€. Esilarante la telefonata alla SI-A-EEE! Geniale (e criminale!) il rapimento di Ronconi e del suo cane. Tortuoso il finale. Ma quanta fatica!

Teatro Sotterraneo Dies irae_5 episodi intorno alla fine della specie
Finalmente posso mandare sms a teatro! ne approfitto per mandarlo a te, gli attori ci hanno fatto accendere il cellulare. Partecipo al What if radiofonico e all'asta delle meraviglie del mondo. Restano sangue e cenere. E un teatro che continua a fare domande. Da Leonard Cohen a Jeff Buckley. Alleluja.

Alessia Toffanin Concert en Action
Da Bassano a Parigi con l'acuto della pianista bionda. 1 balzo nella stralunata ricerca sonora che segue le tracce di John Cage e dell'avanguardia dei 60's. Sorprendente e incomprensibile, come allora.
 
Anagoor Tempesta
1po' Bill Viola 1po' Castellucci, gli Anagoor triplicano l'uomo in bi- e tri-dimensione.Il comparire di una donna direttamente da un quadro di Giorgione nel cubo semitrasparente sconvolge l'equilibrio e innesca il conflitto con vento e drappo rosso. C'è una guerra da combattere,ma fuori o dentro?

di Fabiana Campanella


approfondimenti
Color E-Motion


Che colore ha il Bmotion? Il bianco e il nero dominano la scena. Puri o nelle loro commistioni, segnano la cifra distintiva di questo festival giunto alla sua quarta edizione.

Bianca è Pioggia, la protagonista di “*Jeug-”, un magnifico pezzato che restituisce il senso del bianco, la luce che emana nel rapporto simbiotico e umano con la co-protagonista. Bianca è la purezza dell’incontro nella semioscurità dello spazio scenico. I costumi di Anna Bragagnolo degli Anagoor, sono un ostacolo alla fusione con l’animale: un corpetto che comprime, una gonna ampia che copre e nasconde una sottogonna che ingabbia i movimenti e impedisce l’incontro.

Bianchi sono anche Carlo Pressotto e Matteo Balbo nei loro slip circondati da pile di piatti, osannanti liste di C cotolette di P Pollo in “Special Price”.

Il banco e il nero sono fusi nelle “Sincronie di errori non prevedibili” dei Santasangre che conducono in un viaggio nelle sfumature dei non colori, ricreando atmosfere lisergiche, lontane dal mondo reale ma che da questo partono per arrivare a una totale dissolvenza di spazio e tempo.

Il bianco si sposa col giallo in “Pink, Me & The Roses” dei Codice Ivan. Un trailer lungo un inizio che si snoda nel giallo del muletto, delle scarpe di Anna Destefanis e della maglietta di Benno Steinegger. Bianco lo sfondo, bianca la testa di un palloncino che ha su una parrucca, bianca anch’essa, che rievoca un po’ la signora Bates di Hitchcockiana memoria. Bianchi i grandi occhiali/occhi di Benno che ora è una rana ora diventa scorpione.

Le ombre nel tormentato gioco di specchi sono grigie e scure, alternando luce e buio nello studio dei Muta Imago. “Madeline” è bianca, il suo incubo/ricordo è nero. La lotta per scacciarlo, per allontanarlo da sé, per farlo diventare altro da sé, è un’intermittenza nebulosa, quasi si combattesse nel fondale di un corso d’acqua.

Bianca è Ondina, la prima staffetta partigiana deportata ad Auschwitz che sulla scena è una marionetta dal sapore nordico. Ondina è anche la freschezza di Marta Cuscunà col suo grembiule bianco e rosso che si scontra col grigio del campo di concentramento e dei forni crematori di “È bello vivere liberi!”

“Coco” è un’ombra, un profilo grigio su un fondo bianco. Rossa è la sua cameriera, Consuelo, assieme al suo rossetto, al suo vestito in taffettà e alle sue scarpe dal tacco alto.

Bianco è lo sfondo della locandina di “Pornobboy” dei Babilonia Teatri. Un bianco che lascia il posto al colore dei tre protagonisti, nonché anime della giovane formazione. Tre magliette, tre messaggi, tre colori. Il bianco sul rosso di “I love New York” per Ilaria Delle Donne, la nera faccia del Che sul rosso acceso per Enrico Castellani, blu e rosa per il logo del Santarcangelo di Valeria Raimondi.

Tanti, imprevedibili e imprecisati i colori di “Pop Star”, sempre dei Babilonia: tigrati su collant blu elettrico della signora che spia, fucsia e rosso che combattono sulla esile figura della ragazza che sale sulla gru, onde di fiori in multicolor che piovono dal cielo per una “morte” reale quanto un viaggio onirico.

Bmotion passa attraverso stili che sono anche stati differenti. Solido, liquido, gassoso si declinano in colori per raccontare storie, lanciare input, innovare il teatro.
di Patrizia Vitrugno



approfondimenti
Teatro Sotterraneo




appuntamenti
Chiude B.Motion 2009 con Anagoor e Filippo Timi

Domenica 6 settembre doppia conclusione per Operaestate Festival Veneto, alle ore 18.30 presso il CSC Garage Nardini a ingresso libero ultimo appuntamento per B.motion la sezione del festival dedicata ai linguaggi contemporanei. In scena la Compagnia Anagoor con lo studio di “Tempesta”, grazie al quale ha ricevuto la segnalazione al Premio Scenario 2009. Per il gran finale c’è molta attesa per l’arrivo al Teatro Remondini ore 21.00 di Filippo Timi, attore tra i più apprezzati del nuovo cinema italiano protagonista di una versione riveduta e corretta dell’Amleto shakespeariano del titolo “Il popolo non ha il pane? Diamogli le brioche”.

Presenti al festival bassanese di quest’anno con ben quattro progetti diversi, Anagoor, gruppo nato a Castelfranco Veneto nel 2000, conferma il valore di una ricerca che fonde il corpo dell’attore alla musica, l’immagine e il movimento alla parola, e restituisce ricchezza e potenza di segno in un processo che si sviluppa nell’esperienza comune. A nove anni dalla nascita Anagoor è diventata una delle più impegnate nuove compagnie teatrali del Veneto e una riconosciuta forza promotrice della diffusione dei linguaggi performativi contemporanei. A sancire in maniera definitiva la portata nazionale dei loro progetti produttivi la segnalazione speciale di “Tempesta” al Premio Scenario 2009, nuovi linguaggi per la ricerca “per la preziosa indicazione di una scena ove appare possibile coniugare radicamento e modernità, immagine del corpo e concreta presenza della carne dell’attore... L’arte si affianca alla terra a restituirci le nostre radici”. Il risultato è un lavoro di grande potenza visiva, che esalta la forza espressiva dell’opera di Giorgione restituendo modernità al tocco pittorico ed esaltando anche i dettagli più impercettibili.
“Il popolo non ha il pane? Diamogli le brioche” segna invece il ritorno in teatro di Filippo Timi, attore di punta del cinema italiano amato da registi come Salvatores, Ozpetek e Bellocchio. Per calcare di nuovo un palcoscenico Timi decide di affrontare il classico dei classici: “Amleto”. Ma lo fa a modo suo, offrendone una versione riveduta e corretta, che ride della disarmante fragilità umana. Il suo principe è un ragazzino viziato, che d’improvviso si sveglia nella notte, inizia a ridere e demolire il mondo esasperando i meccanismi di potere, desiderio e brama che regolano la natura violenta dell’uomo. Lui, il delfino del re, dalla vetta della piramide, come un giullare, pezzo per pezzo, comincia a smontare, mattone su mattone, la piramide stessa, crollando con essa. Di fronte alla realtà, di fronte a certi irrimediabili eventi come la morte, la perdita di un amore, il cuore e il cervello impazziscono, hanno bisogno di trovare fughe e nuove logiche per non soffrire così tanto.
“Ridere, è la risposta della coscienza alla tragedia? – scrive Filippo Timi nelle sue note di regia - Ridere il pianto. Ridere la morte. Ridere l’abbandono. Ridere il tradimento. Ridere la follia. Ogni sentimento ha una bocca, e io voglio far ridere la bocca dei sentimenti! Ogni vita è lo specchio della vita. Guardati, disse un giorno Amleto ad Ofelia, guardati in me… come fai a non ridere di te? Insomma il mio Amleto è una commedia. Tra potere, oblio, frivolezze e pazzia”.



Day five - 05.09.09


Marta Cusconà - E' bello vivere liberi - Foto di Adriano Boscato

approfondimenti
Babilonia Teatri




racconti

Dopofestival felliniano a Bassano B.Motion

Il festival B.Motion si tinge di strani personaggi e passaggi insoliti nella sua quinta serata. Dopo aver assistito alle due storie biografiche di Ondina Petrani e Coco Chanel portate in scena rispettivamente da Marta Cuscunà e il Teatrino Giullare, tutta la comitiva formata da staff e artisti si riuniva al solito punto di ritrovo per il buffet al Palazzo Bonaguro. Non paghi della cena, l'idea di gustare una crêpe alla nutella si faceva avanti, costringendo tutti a raggiungere il Ponte degli Alpini per soddisfare questa voglia improvvisa.
Conoscendo bene la calma e la tranquillità di questa ridente cittadina nelle tarde ore serali, nessuno si aspettava di ritrovare Bassano vestita del suo aspetto più goliardico e così festante: gli abiti di scena tradizionali dei paesani abbandonati in cambio di toghe romane e corone di alloro in testa. Vecchie lenzuola e tovaglie bianche annodate alla spalla, sandali ai piedi e tutti in cerchio con il pollice rivolto in basso, non per guidare esiti di possibili battaglie ma per esprimere in gergo gestuale la propria voglia di bere.
Dal teatro direttamente catapultati dentro un Satyricon di felliniana memoria o un più moderno Animal house con tanto di personaggi assurdi pronti a rallegrare le ore. Una ragazza con un velo nuziale in testa, tacchi a spillo e pantalone super attillato fetish con tanto di codina da coniglietta si aggirava tra le copie degli antichi romani, come fosse uscita dal un delirio lynchiano. Rimane oscuro il motivo per cui - magari se per un carnevale posticipato o largamente anticipato - un ragazzo, con indosso pinne ai piedi e cappellino dotato di contenitore con spritz e cannuccia collegata per dissetarsi, tentava con un passo rallentato di attraversare il Ponte: avrebbe forse fatto prima a buttarsi direttamente in fiume per arrivare all'altra sponda. Meglio ancora l'incontro avvenuto con uno dei personaggi più conosciuti in città: chitarra e sacchettino di plastica sempre alla mano, pronto ad esprimere versi pseudo-poetici in onore di fanciulle poco abituate a tanta stretta confidenza.
Allucinazione collettiva o realtà surreale condita con l'arrivo di una dozzina di cavalli e fantini al seguito sul Ponte: la superficie liscia della struttura duecentesca rendeva scivoloso il passo dei destrieri e in pericolo i passanti che rischiavano di prendere in faccia una zoccolata.
Una Bassano alternativa, difficilmente immaginabile pur con massiccie dosi dell'ottima grappa locale.
di Carlotta Tringali


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PRESS OFF - Estratti di Rassegna Stampa

“Vietato annoiarsi” - Silvia Campagnaro, Il Gazzettino 23/08/09

“Filo conduttore saranno i diversi stati della materia, solido (rappresentato da Babilonia Teatri, La Piccionaia, Santasangre, Muta Imago e Teatro Sotterraneo), liquido (Anagoor, Codice Ivan, Marta Cuscunà, Alessia Toffanin, Teatrino Giullare) e gassoso (Mele Ferrarini, Fagarazzi e Zuffellato, Vania Ybarra).” - Lorenzo Parolin, dalla conferenza stampa di presentazione del festival, Il giornale di Vicenza, 21/08/09

“un plauso a distanza, che vuole cancellare infausti ricordi e sottolineare con piacere la presenza di una nuova avanguardia teatrale (post o meno che sia) in grado di confrontarsi con le emozioni senza sanguinolente e inutili provocazioni” - Stefano Girlando, a proposito di Jeug di Anagoor e di Genet a Tangeri dei Magazzini Criminali del 1985, Il giornale di Vicenza, 2/09/09

“Improvvisamente la scatola nera diventa bianca, la vita irrompe, si presenta, è lì, imbarazzante, ti guarda e come è arrivata si allontana, torna dietro la maschera” - RF, Il Gazzettino 23/08/09

“Si definiscono con un paradosso: un teatro pop, un teatro rock, un teatro punk. Babilonia Teatri, gruppo veronese in rapida affermazione, esegue un teatro dell’eccesso di parola esattamente ortogonale al teatro narrativo della verticalità del verso” - Carlo Orsini, Rolling Stone, settembre 2009

“un cartello all’ingresso del teatro avverte che la visione dello spettacolo è sconsigliata a chi soffre di epilessia. E in effetti la sperimentazione del collettivo artistico romano, che indaga i limiti espressivi di linguaggi eterogenei a cavallo tra installazioni sonore, laptop music, video arte e body art, è dirompente ed estrema.” - Roberto Crisafi, Il giornale di Vicenza, 3/09/09

Ma il soffermarsi su singoli spettacoli, di fronte a un programma coerente e calibrato come quello di Bassano, è quasi fuorviante (...). B.motion è uno di quei piccoli festival che stanno cambiando faccia al teatro italiano. (...) non si parla di eventi in qualche modo marginali, ma di un fenomeno dilagante, che sovverte gerarchie consolidate. Due sono gli aspetti rilevanti: la rapidità con cui il ricambio sta avvenendo, e il pubblico che coinvolge: a Bassano, come a Dro, si fa fatica persino a trovar posto. E' un pubblico che le grandi istituzioni neppure si sognano, attento, preparato, legato al teatro da un'identificazione quasi fisiologica. Ed è proprio l'entità di questa risposta a garantire che il cambiamento non sarà né trascurabile, né occasionale. - Renato Palazzi, Il Sole 24 Ore :: Domenica, 6/09/09
a cura di Fabiana Campanella

appuntamenti
Made in N.E. Teatro Sotterraneo e Alessia Toffanin

Questa sera alle 18.00 al CSC Garage Nardini il progetto Made in N.E. con Mele Ferrarini (Vorrei i soldi di Ronconi - primo studio), Fagarazzi & Zuffellato (ore 18.45 estratto video del loro lavoro) e Vania Ybarra (ore 19.00 Componibile 89 - primo studio).
La serata prosegue alle 21.00 al Teatro Remondini con Dies Irae di Teatro Sotterraneo.
Alle 22.15 ancora al CSC Garage Nardini con Concert en action di Alessia Toffanin.


Day four - 04.09.09


Babilonia Teatri - Pornobboy - Foto di Adriano Boscato

colazione con l'artista
Codice Ivan




interviste impossibili
Ricevimento al chiaro di luna con Gaetano Giardino

Al centro del viale centrale di Bassano del Grappa una statua silenziosa e imponente si erge con lo sguardo serioso rivolto verso i monti delle Prealpi venete, fisso e impassibile a qualsiasi passaggio di spettatori in 'transumanza', in continuo spostamento tra il Teatro Remondini al CSC Garage Nardini. Per intervistare da vicino Gaetano Giardino si deve attendere un orario in cui il traffico si quieta e le macchine smettono di aggirarlo: il vecchio comandante dell'Armata del Grappa mai lascia la sua postazione privilegiata di osservatore e di custode del Monte, non rivolgendo neanche lo sguardo verso il suo intervistatore. Al chiaro di luna prende quindi vita un colloquio privato, iniziato con un timore quasi reverenziale nei confronti di chi, durante la prima guerra mondiale, ha difeso il massiccio del Grappa e 'i suoi soldatini' – bersaglieri del suo reggimento trattati come fossero dei figli -.

Signor Comandante, lei è sempre presente in un centro nevralgico della città. In questo periodo del festival Bassano è molto movimentata: assiste all'arrivo degli artisti e dei tecnici per il montaggio degli spettacoli nel pomeriggio al Garage Nardini, al passaggio del pubblico che piacevolmente attraversa la città per trasferirsi da uno spazio teatrale all'altro... che impressione le fa l'arrivo di tutta questa gente?

In un primo momento ero molto preoccupato. Sono abituato a difendere il mio territorio da qualsiasi pericolo ed essendo un militare osservo tutto con occhio scettico, soprattutto quelle che potrei definire 'invasioni', adunate di gente in un unico luogo chiuso e sospetto... Successivamente il mio sguardo attento si è posato sui volti di queste persone che mi passavano davanti in tutta leggerezza e allegria: alcuni sembrano molto indaffarati ed eccitati, passano molto tempo chiusi dentro questi spazi che lei ha citato, aspettando che si faccia sera e che arrivi una grande folla di gente; coloro che invece si spostano in gruppo appaiono rilassati e sereni, usano tra loro parole lontane dal mio gergo usuale militare e si scambiano opinioni circa ciò che accade a mia insaputa durante queste 'adunate'. L'atmosfera trasmessa è talmente piacevole che ho abbandonato del tutto la mia preoccupazione iniziale, facendomi avvolgere e travolgere da questo entusiasmo e allegria...

Quindi questi spostamenti continui generano in lei una curiosità positiva, riuscendo a rendere malleabile anche una personalità del suo calibro, molto seriosa e austera... pensa che questa atmosfera creata dal festival di teatro possa portare effetti positivi anche sul territorio?

Sicuramente sì. Porta gente con tante energie a Bassano del Grappa, e soprattutto ravviva questo posto movimentandolo, rendendolo pieno di spunti di riflessione circa differenti tematiche affrontate durante queste 'riunioni', e che io purtroppo posso recepire solamente a tratti, nei passaggi momentanei nel viale. Sarebbe bello raccogliere questa atmosfera ed esperienza affinché non se ne perdano le tracce, ma anche per farle vivere a chi, come me, non riesce ad essere partecipe a quelli che chiamate con il termine 'spettacoli'...

A Bassano avvengono diverse adunate: gli Alpini si ritrovano annualmente in primavera, l'anno scorso è avvenuta la manifestazione Hobbiton – la festa della Società Tolkieniana Italiana –, il festival biblico, il Piccolo festival della Letteratura e infine Operaestate Festival, dentro cui Bmotion è inserita. Come vive tutte queste diverse manifestazioni?

Persone curiose e molto differenti affollano la città in diversi periodi: vedo gente vestita in strani modi, imitazioni di tradizioni passate e di mondi surreali per me lontanissimi come quello degli 'Hobbit'. Tutte queste strane adunate mi mettono in agitazione, vorrei cercare di captare la follia di queste persone che arrivano da lontano pur di parteciparvi...ma proprio non riesco a capire, che cosa troviate di così interessante nel chiudersi in uno spazio, osservare ciò che succede per poi applaudire e continuare la serata tutti insieme sorridenti... In realtà, lo ammetto, la mia è solo invidia: dove eravate tutti quando la star ero io e mi assegnavano la medaglia al valore?
di Carlotta Tringali


approfondimenti

Anagoor e Pioggia al Centro Equestre Prato Verde




Il diario di Laura
3 settembre 2009

La tapparella continua a rompere... e io continuo a non dormire...e per di più sto odiando i Babilonia Teatri... "la Solitudine" la canzone di Laura Pausini che dà al finale di Pop Star quella carica emotiva e liberatoria... mi sta assillando da più o meno 15 ore... non è piacevole camminare per Bassano canticchiando " Marco se ne è andato e non torna più...." mi guardano male... potrei fare lo stesso però, oggi abbiamo fatto le interviste ai Bassanesi su cosa pensassero del festival e quasi nessuno lo conosceva realmente...(????!!!!) io dico, va bene se non ti piace il teatro, ma almeno conoscere cosa succede a casa tua... mi sembra il minimo!
A parte queste "chicche", al festival non può mancare il momento "gossip", particolarmente amato  da tutti, finite le rappresentazioni si cerca di fiutare gli intrallazzi degli artisti... Beautiful non reggerebbe al confronto... anche se, per ovvie ragioni, gli scoop più interessanti non posso pubblicarli. Stasera si sono esibiti i Muta Imago con Madeleine in anteprima...! Odio anche loro... dopo la loro rappresentazione mi è tornata la paura del buio...lo stesso potrebbe dire Fabiana, una mia collega, che durante lo spettacolo è saltata sulla poltrona perdendo sette vite...sembrava di essere in un film horror... A far calare la tensione ci hanno pensato i Babilonia che con Pornobboy hanno tirato fuori la parte più infantile di tutte noi...! Carlotta ed io ci siamo divertite a giocare con la stranissima schiuma che ha chiuso la meditazione dei tre attori sulla comunicazione e le sue contraddizioni. Più che un festival sembra una piccola gabbia di matti...e domani??!! chissà cosa succederà domani...
di Laura Reffo


appuntamenti

Muta Imago e Babilonia Teatri


Giornata all’insegna del teatro di figura quella di Venerdì 5 settembre per B.motion, con due lavori che usano questo linguaggio in modo originale per raccontare le storie di Ondina Peteani, prima staffetta partigiana e Coco Chanel, mito incrollabile dell’alta moda internazionale. Ma la giornata di Venerdì è anche un confronto generazionale: quello tra la giovane Marta Cuscunà (Teatro Remondini ore 21.00) e i maestri di Teatrino Giullare (CSC Garage Nardini ore 22.00).

La prima ad essere raccontata è la storia di Ondina Peteani, che a soli 17 anni per un irrefrenabile bisogno di libertà decide di ribellarsi, incapace di restare a guardare, cosciente e determinata ad agire per cambiare il proprio Paese. “E’ bello vivere liberi”, è il titolo dello spettacolo con cui Marta Cuscunà ha vinto il Premio Scenario per Ustica, ma è anche l’ultima frase che Ondina, prima staffetta partigiana d’Italia deportata ad Auschwitz, ha scritto a poche settimane dalla morte, quando, in ospedale, il medico le chiese di scrivere, a occhi chiusi, la prima frase che le fosse venuta in mente. La vicenda di Ondina è legata alla lotta antifascista nella Venezia Giulia, dove la Resistenza inizia prima che nel resto d'Italia grazie alla collaborazione con i gruppi partigiani sloveni nati già nel 1941 per opporsi all'occupazione fascista dei territori Jugoslavi. A 18 anni, Ondina diventa staffetta partigiana e comincia ad affrontare le missioni più impensabili e rischiose. La sua storia però, è stravolta bruscamente nel '43 quando, appena diciannovenne, viene sprofondata nell'incubo della deportazione nazista. Ma è proprio in questo drammatico momento che Ondina ritrova con ostinata consapevolezza l'unica risposta possibile: Resistenza! Perché è bello vivere liberi!

“Vorrei raccontare tutto questo attraverso linguaggi differenti – scrive la Cuscunà nelle sue note di regia - le testimonianze (per ricreare l’atmosfera e lo spirito di quegli anni attraverso le parole di chi li visse in prima persona); il monologo civile (per creare un filo conduttore tra le vicende e un punto di vista contemporaneo); i burattini (per ritrovare la forma del teatro popolare che gli stessi partigiani utilizzavano nei bozzetti drammatici che scrivevano e interpretavano per festeggiare le vittorie); il teatro di figura con pupazzi (per raccontare in modo evocativo l’orrore dei lager; perché il rapporto tra pupazzo e manovratore è uguale a quello tra deportato e aguzzino)”.

Il risultato è uno spettacolo intenso e toccante, che rivela il talento di un’attrice giovanissima ma già capace di mischiare generi popolari consolidati reinventando modelli e stilemi con uno sguardo semplice e fortemente contemporaneo. Non a caso la motivazione della giuria del Premio Scenario parla di “uno spettacolo felicemente atipico, che coniuga un fresco ed efficace lavoro di narrazione, attento ai piccoli gesti del quotidiano, a stupori di ragazza, con il mestiere del burattinaio, che riprende i propri personaggi, ne soffia via la polvere e li riconsegna, felicemente reinventati, a una comunicazione efficace, archetipica, popolare. In questa ricerca anche l’orrore del lager può essere raccontato, senza che lo spettacolo perda lo straordinario candore e la felicità nel racconto della storia che ancora siamo”.

A completare la serata arriva per la prima volta in Italia una performance sul testo incompiuto che Bernard-Marie Koltés ha dedicato a Coco Chanel. Protagonista è Gabrielle Chanel, in arte Coco, fascino e temperamento, personalità che è stata capace con la sua opera di rivoluzionare il concetto di femminilità e di imporsi come figura fondamentale della cultura popolare del XX secolo, in scena le si oppone la domestica Consuelo che la accompagna nei suoi ultimi istanti di vita. Una pièce incentrata sulla solitudine, uno dei temi principali di Koltès, sviluppato con umorismo e forza dialettica.

A mettere in scena quest’opera Giulia Dall’Ongaro ed Enrico Deotti di Teatrino Giullare, compagnia di punta del teatro di immagine italiano che ha come costante della propria ricerca teatrale l’idea di attore artificiale, di esplorazione dell’espressività tramite il limite fisico ed una originalità che l’ha portata, dal 1995 ad oggi, a realizzare allestimenti teatrali, mostre e laboratori in tutta Italia e in molti paesi del mondo.



Day three - 03.09.09


Babilonia Teatri - Pop Star - foto di Adriano Boscato

racconti
LA GRAPPA CON LE BOLLE


Sarebbe un’eresia, da queste parti, una bollicina nell’ “aquavite di pura vinaccia doppia rettificata”. Aquavite senza la c, alla latina, come “acqua di vita”, come la grappa benefica di Bas×sano.

Eppure a Bassano i discendenti di Bortolo Nardini hanno messo le bolle nell’antica distilleria: bolle spaziali e ultratecnologiche, spazi per eventi e per la ricerca, progettate nel 2004 dall’architetto Massimiliano Fuksas per celebrare i 225 anni dell’antica distilleria. Sorprende come la struttura ideata dall’architetto – scelto per le sue radici italiane e internazionali – si coniughi con gran naturalezza con l’ambiente circostante: per costruire le due “bolle” ellissoidali, elevate in vetro acciaio e cemento sopra uno specchio d’acqua, non è stata staccata nemmeno una foglia d’albero. Per le necessità energetiche delle due strutture, viene usato un sistema geotermico, grazie a una falda a 85 mt di profondità. Il principio fondante dell’ecocompatibilità è sublimato dalla visione del mondo che si ha dai piani inferiori e sotterranei, in cui dagli angoli di muro sghembo si vedono il cielo e le foglie attraverso un pertugio. Anche i 108 posti dell’auditorium – ornato dalle stupefacenti poltrone frau con schienale automatico – si specchiano in un’altra platea, in gradoni di erba, così da raddoppiare le potenzialità di capienza e di utilizzo della scena. Persino i bagni, che non hanno un punto luce naturale, si animano con le retroproiezioni di colori, forme e suoni. Salendo fino alle bolle con un ascensore obliquo – che basterebbe da sé a impressionare l’ospite – si apre lo sguardo a 360° sulle montagne, una visione che restituisce l’amore dei Nardini per la loro terra.

Questo gioiello di architettura contemporanea è costruito all’interno della più tradizionale delle distillerie di grappa, dove tuttora l’82enne Dott. Nardini decide se la grappa è buona, cioè vicina al gusto della grappa di sempre, e quindi vendibile, oppure no, nonostante gli inconfutabili test chimici del gascromatografo.

Un modo molto moderno per essere conservatori. Visitare questo luogo miracoloso nel contesto di un festival di teatro offre mille spunti per riflettere sul legame tra tradizione locale ed espressione artistica, che sia d’importazione o indigena. Innanzitutto l’uso dello spazio. La famiglia Nardini ha gentilmente acconsentito, in più occasioni, che performers e danzatori invitati dal Bassano Opera Festival “abitassero” il loro fiore all’occhiello per lavori site specific o adattamenti di precedenti lavori. Le vetrate ricurve, 586 pezzi unici costruiti dalla Sunglass, sono altrettanti punti di vista per spettatori e artisti, moltiplicati all’infinito dai riflessi sul lago in soluzioni possibili: chi non sarebbe entusiasta di lavorare in una simile location? infatti la famiglia si riserva di accettare i progetti artistici e le schede tecniche, ma tutto lascia presupporre una progressiva maggiore apertura.

Inoltre portare il pubblico di un festival, per sua natura attento, curioso e tendenzialmente godereccio, nella periferia di Bassano a scoprire la distilleria della più antica famiglia di produttori di grappa, comporta un ovvio ritorno per l’azienda in termini commerciali e di immagine. Si tratta di un caso particolare di mecenatismo, per cui all’ospitalità si somma la creazione di un bene proprio – l’architettura di Fuksas – che oggi è il secondo polo di attrazione turistica a Bassano dopo il ponte degli Alpini. Il territorio si nutre così di uno scambio non parassitario tra il mondo imprenditoriale e l’arte, dilatando gli effetti positivi. Il crescente successo del festival di Bassano e di B motion, che in questi giorni fronteggia ogni sera l’overbooking, sta generando certa ritualità tra operatori spettatori e artisti, che si trovano a tarda notte a scegliere la grappa sul ponte vecchio da Nardini, e scoprono che molti altri sono i piccoli piaceri del luogo. Piaceri che indurranno a tornare, l’anno prossimo e dopo, per ricordare e riscoprire. Verrebbe voglia di scrivere della pasticceria X o della piadineria Y, solo perché piacciono, non perché si pretendano da loro dei soldi come sponsor. Solo perché fanno parte dell’esperienza del festival e reciprocamente si arricchiscono. In questo modo la promozione del territorio attraverso la cultura diventa un processo spontaneo che la politica dovrebbe guidare e incoraggiare. Un processo che ingrandito su scala nazionale potrebbe essere rivoluzionario, ma siamo molto indietro su questo fronte. Gli imprenditori illuminati sono pochi e dialogano poco tra loro, la politica concede poco e chiede molto, gli artisti agonizzano. Non è un caso che molti dei fenomeni emergenti del teatro italiano contemporaneo nascano nel nord est: qui capita ancora di trovare il produttore di sedie, di cavalletti per macchine fotografiche, di grappe, in cerca di linfa vitale da succhiare al mondo esterno. Mentre il teatro si lecca le ferite. Un giornalista, a Bassano, mi ha detto: perché voi aspiranti critici teatrali non vi dedicate all’enogastronomico, che è un mercato in crescita? Io non so cucinare. So andare a teatro.
di Fabiana Campanella


interviste impossibili
Nostra signora Sfortuna


Durante la terza giornata di Bmotion teatro una vecchia signora è passata per fare un saluto, non specificando se veloce o meno. La redazione si augura che il suo sia solo un breve passaggio, e mentre attende che se ne vada le rivolge curiosa qualche domanda, cercando di farle cambiare idea circa un possibile lungo soggiorno a Bassano del Grappa.


Gentile Signora Sfortuna, come mai ha deciso di fare visita al Bmotion? Non appena arrivata alcuni strani accadimenti hanno segnato la nostra giornata in redazione...
Carissima, è davvero cordiale da parte sua rivolgermi questo tono gentile. È raro trovare delle persone che mi rivolgano la parola o che siano curiose circa il mio operato ai festival... Nessuno riesce a capire che il mio passaggio non porta solo negatività: spesso scavando nel profondo delle stravaganti vicissitudini che accadono – aggiungerei sfortunate, ndr –, si può comprendere a posteriori di aver vissuto delle assurde, ma piacevoli esperienze. In fondo anche l'errore, imprevedibile e non cercato in un determinato piano, programma o spettacolo che sia, apre spesso porte e variazioni non considerate, spesso positive.

… Mi perdoni ma non riesco bene a seguire il filo del suo discorso... è possibile spiegare meglio con degli esempi che cosa intende?
Sì certo. Nella redazione di Bmotion oggi si sono verificati differenti problemi multimediali. Primo fra tutti la caduta 'accidentale' del cavalletto che serve per tenere fissa la telecamera utilizzata per le interviste. Ho proprio voluto che lo strumento si rompesse nell'unico punto delicatissimo che possiede, ossia una minuscola vite introvabile in qualsiasi ferramenta di Bassano, indispensabile per il fissaggio della camera. Vi ho fatto perdere un'intera mattinata alla ricerca di questo 'perno esagonale', giusto per testare la vostra calma e caparbietà. Proprio per questo siete state premiate: si sono poste le basi per creare una situazione surreale in cui il protagonista è diventato il signor Manfrotto, proprietario della multinazionale di cavalletti per telecamere e proprio residente a Bassano! Trovato il contatto dell'impresario non avete esitato a catapultarvi nella sua azienda per cercare il pezzo da sostituire. Nessuno di voi si aspettava di trovare un distinto signore alle prese con un hobby particolare: studiare da autodidatta il greco – e quindi deciso di intrattenervi esprimendosi quasi esclusivamente tramite quella lingua – . Tra una parola di greco antico e contemporaneo, uno sguardo spaesato e sorpreso, il signor Manfrotto trova l'unico esemplare rimasto della parte rotta del cavalletto nel proprio magazzino, risolvendovi così il problema....
Ma i guai non erano finiti. Mancava ancora un cavo per importare il video girato in un pc. Non male, almeno quello a Bassano si riesce a trovare. Ma inutile se dopo tutto, telecamera, cavo e computer hanno creato una terna inscindibilmente sfortunata da non riuscire ad esportare il video... e il più bello per questa vicenda deve ancora finire...chissà se i visitatori del sito riusciranno a vedere il video con Pioggia e gli Anagoor girato nel maneggio....


Speriamo di scoprirlo presto e che anche questa scoperta porti a un piccolo tesoro, ovviamente piacevole e positivo... ma perché la pioggia battente, il temporale improvviso e la grandinata non appena gli spettatori uscivano da teatro e soprattutto si spostavano a piedi per la città senza avere un ombrello?

Dovevo pur portare un po' di fresco dopo tutto questo caldo... farvi correre sotto la pioggia e quindi scivolare, mettere il mio zampino dopo aver visto due spettacoli così piacevoli e divertenti – Pink, me and the roses dei Codice Ivan e Pop star dei Babilonia teatri -. Per potersi riparare tutti sotto lo stesso palazzo, quello di Bonaguro, cercando di farvi aggregare il più possibile e facendovi parlare di me, sempre esclusa volutamente da ogni festival.
di Carlotta Tringali

Il diario di Laura
2 settembre 2009

....ho sonno, tanto!!!! non sono riuscita a dormire ... la tapparella della nostra camera di notte si diverte a fare rumore... potrebbe essere nostra Signora che bussa.....aaaa no bastaaaa!!
Ieri è stata veramente una giornata piena...
La mattina sveglia e intervista-colazione ai Codice Ivan che si sono isibiti con il loro primo studio Pink, me and the roses... io mi sono un pò emarginata, il mio interesse si è completamente concentrato su Elena Lamberti... mi incuriosiva conoscere il suo percorso, la sua esperienza con il Teatro Sotterraneo e i Santasangre... in realtà... avevo anche bisogno che qualcuno mi aiutasse a capire "dove sarò domani"... stare qua ha anche i suoi lati negativi... ti poni delle domande a cui non riesci a dar risposta o almeno non riesci a farlo da sola...
Vedere gli operatori, le compagnie, ascoltare le esperienze ti aiuta a capire che non è tutto facile come sembra e un po'... a dirla tutta, mi deprime... ma poi vedi i sorrisi, le soddisfazioni, la fatica, la gioia delle persone che lavorano in questo campo e tutti i dubbi svaniscono e dentro di te risuona un'unica frase... questa è la mia vita.
Aahha potrei essere uno dei personaggi di Pop Star dei Babilonia Teatri, dentro una bara elencando tutte le mie paranoie...
Il veneto è famoso per i cambi improvvisi di tempo e ovviamente come non poteva mancare la tempesta con annessa grandine al festival... la Signora si è particolarmente affezionata a noi... la corsa dal CSC Garage Nardini a palazzo Bonaguro è stata particolarmente simpatica... soprattutto perché Bassano è pieno di salite nonché discese e con le ciabatte correre non è molto carino... l'ideale sarebbe stato avere un canotto, rafting per le rapide del B.Motion...!
Mangiare a "palazzo B" (è cosi che l'ho soppranominato) è sempre una nuova avventura... la pioggia che entra dalle finestre, la grandine che non si sa come ma riusciva a rimbalzare dentro da sotto la porta, le corse per non perdere la propria razione di frutta... ma l'avventura più bella è stata lo scarto dei regali di Carlo, il nostro direttore artistico... voglio anche io il dispenser di hello kitty e il cd della Pausini!!!
di Laura Reffo

 

appuntamenti
Muta Imago e Babilonia Teatri


Questa sera lo studio del nuovo lavoro di Muta Imago (ore 21.00 Teatro Remondini), e l'ultimo appuntamento della personale dedicata a Babilonia Teatri (22.15 CSC Garage Nardini).

Muta Imago nasce a Roma nel 2004 dall’incontro tra il drammaturgo Riccardo Fazi, la regista Claudia Sorace e lo scenografo Massimo Troncanetti. Dal 2006 collabora con l’attore Glen Blackhall. Partendo dalla provocazione della materia nei suoi lavori il gruppo propone un teatro fatto di immagini poetiche, mondi geometrici che stupiscono e commuovono. E’ il caso di “Madeleine”, l’ultima loro fatica presentata in anteprima al festival, che arriva dopo il successo di “Lev”, spettacolo che ha consegnato il giovane gruppo romano al successo nazionale. Gli spettatori si ritrovano immersi nell’oscurità totale, ad abitare un luogo dove dominano tenebra e silenzio. E’ come se il tempo si fosse fermato, pochi istanti di buio sembrano durare un’eternità. A un tratto una piccola luce si accende, e il suo fascio investe una donna che, camminando, trascina la lampada appesa sopra di sé: sembra di essere entrati nella sua intimità, lo sguardo è concentrato su di lei, sulle sue azioni. Ma dalla quiete data da piccoli gesti quotidiani, come il vestirsi, si ha di nuovo un ribaltamento di emozioni: l’apparire di una porta scorrevole crea il confine che separa la donna da un’ombra maschile, da qualcuno che sfugge, qualcuno di cui non riusciamo a vedere la fisicità E’ un buio in cui la donna si immerge senza sapere dove la porterà: forse nel labirinto dei ricordi che Madeleine vorrebbe cancellare, ma su cui non ha alcun potere e che, come la figura maschile, si presentano sotto forma di ombre che sfuggono al suo controllo.  Presentato come studio lo scorso anno, arriva in versione completa l’ultima fatica di Babilonia Teatri che parla dell’informazione e delle sue contraddizioni. “Pornobboy” va a scovare le nostre incoerenze per riderne, con cinismo, con affetto. Viviamo sotto il fuoco incrociato di una comunicazione che ci rende dipendenti. Siamo morbosamente attratti da una cronaca che si occupa dei fatti senza interrogarsi su cause ed effetti. Siamo sottoposti ad un continuo bombardamento mediatico. Ma qual’è il nostro modo di vivere e recepire tutto ciò? Quanto il bisogno di mostrare, ostentare, guardare, spiare?
Per chiudere il trittico dedicato alla giovane compagnia veronese che nel giro di due anni dal suo exploit con “Made in Italy” è diventata una delle più accreditate del panorama italiano, viene presentato uno spettacolo folgorante, che ha letteralmente conquistato pubblico e critica al punto da arrivare a definire Babilonia Teatri come “uno dei fenomeni più audaci e innovativi del teatro italiano degli ultimi vent’anni”.

 


Day two - 02.09.09


Sincronie di errori non prevedibili - Santasangre - foto di Adriano Boscato

colazione con l'artista

Santasangre

Ascoltami in cuffia, mi sentirai meglio!

curiosità
LO SAPEVATE... Babilonia Teatri

Babilonia teatri è a B-Motion con Special Price, Pop star, Pornobboy

…come è nato Pop star?
"Inizialmente era Terminus e ci era stato commissionato da Rodolfo di Gianmarco per la sua rassegna di Teatro anglosassone. Il lavoro è partito con la suggestione di un testo di uno scrittore irlandese che però abbiamo completamente abbandonato, perché era molto lontano dal nostro immaginario. Era ambientato in Irlanda a Dublino: un testo bellissimo ma che non parlava la nostra lingua, ed era troppo letterario. A noi interessava invece parlare di quello che ci preme addosso. Questo spunto iniziale ci ha messo a confronto con una storia. Abbiamo deciso di raccontare una storia, che non ha più nulla a che fare con l’Irlanda, abbiamo abbandonato molti riferimenti iconografici di O’Rowe che non appartengono al nostro mondo, per trasportare la trama nella nostra realtà. Quindi è diventata una storia di osterie venete, in cui raccontiamo tre solitudini tipicamente nostrane."

… che il teatro è tutta una questione di brainstorming?
In un’intervista, infatti, Valeria Raimondi ricorda “Noi arriviamo con tanto materiale, che può essere una canzone, una pubblicità, un testo da noi scritto, un’immagine, una suggestione, un assemblaggio. A volte fotocopiamo, prendiamo i risultati delle ricerche su google, ad esempio per la parola ITALIA, le sparpagliamo tutto su un tavolo e iniziamo ad assemblarle in una playlist. Una serie di pezzi, accostati con canzoni e telecronache registrate. E’ un lavoro di montaggio tutto fatto a tavolino. Non c’è un lavoro di improvvisazione su palcoscenico, ma tutto il pre in cui accumuliamo parole e immagini è fondamentale. Il lavoro di scrittura procede di pari passo con tutto quello che succede nella scena, il tutto però deve essere provato e testato, perché usando la tecnica dell’unisono i testi devono essere detti, e quindi ciò che sulla carta può funzionare molto bene nel momento in cui la devi dire, nel modo in cui noi diciamo le battute, la devi tagliare o ricontrollare la metrica”.

…come PopStar si distingue dagli altri lavori?
“siamo riusciti a creare dei personaggi, per cui la tecnica attoriale c’è, fatta di rigore e caos, precisione ed esplosione, in ogni nostro lavoro ci sono dei momenti di esplosione che cerchiamo di non codificare.”

… l'argomento di Pornobboy?
Valeria: L'argomento è definito. Dobbiamo indirizzare al meglio la nostra ricerca: ci sono scoperte che abbiamo fatto, lavorando, che non possono essere riproposte, ma devono progredire, andare altrove. Dobbiamo e vogliamo crescere dal punto di vista formale. Ci sono linee che vorremmo provare a percorrere. Ad esempio non spezzettare il testo in un ritmo "parole-caos". Vorremmo provare a rendere insopportabile l'accumulo, in una logorrea insostenibile...
Enrico: Argomento di Pornobboy? Più che il porno in sé, è il confine, il limite tra ciò che diciamo e ciò che facciamo. L'ipocrisia del nostro tempo.
di Vittoria Solomita


Il diario di Laura
1 settembre 2009

Partenza da Padova con il treno diretto in direzione Bassano al workshop di Bmotion; non ero molto sicura di cosa avrei potuto incontrare, molti miei compagni d'università mi hanno parlato benissimo del festival, ma io sono sempre molto scettica rispetto a queste manifestazioni.
Il Seminario Scalabrini sarà la nostra casa per una settimana... gentilissssimi, buonisssimi, simpaticisssimi, un pò lenti a scrivere la scheda di notifica (53 minuti e 20 secondi per nome, cognome e indirizzo), ma... tralasciando la velocità... mi domandavo... uno specchio in piu in camera no??!! Siamo in cinque con un bagno solo che oltretutto non aiuta la vanità femminile! Ok, siamo a B.Motion e non a Miss italia, ma cavolo c'è, e non posso fare nomi, chi tra di noi non supera il metro e mezzo e allo specchio del bagno non ci arriva...!! Cinque ragazze (che poco hanno di ragazze, senza l'ausilio degli specchi) con esperienze, età e provenienza diversa, ma tutte con una passione in comune, il teatro.
Il programma era ben chiaro e la voglia di uscire dalla stanza per cominciare la nostra avventura era tanta. Alle sette e mezzo il ritrovo era da "Nardini" per l'aperitivo... oltre che poco presentabili, saremmo diventate ubriache...il top insomma!
In principio mi aspettavo uno di quei soliti aperitivi dove chi si conosce parla, gli altri... si guardano intorno aspettando l'ora di incamminarsi verso il teatro...! Quanto mi sbagliavo... sembrava quasi come se tutti (attori, studenti, operatori ecc..) ci conoscessimo da una vita come se l'essere sul ponte vecchio fosse un'abitudine ormai radicata nel tempo... devo ancora capire se è stato grazie a quell'intruglio di alcool puro o no...
Finito l'aperitivo ci siamo incamminati per Teatro Remondini dove ci attendeva Special Price, venti minuti di risate su un tema importante, il cibo... che poi... parliamoci chiaro... secondo me le risate erano anche per le mutande bianche "antisexy per antonomasia" indossate dai due protagonisti... Dopo il primo spettacolo una corsa a CSC Garage Nardini dove l'installazione dei Santasangre Sincronie di errori non prevedibili debuttava con la prima nazionale, una piccola fuga dalla realtà dove il corpo si trasforma in una macchina e la luce lo accompagna in un viaggio dove il tempo e spazio sembrano completarsi.
Come primo giorno non ci si poteva lamentare... la camera con un solo bagno, gli specchi inesistenti, la grappa di Nardini, in giro per Bassano con gli ormoni a mille vediamo bei ragazzi in ogni dove e noi senza specchi... ottimo direi!! Questa è una piccola realtà che si vive all'interno di B.Motion, ma il lavoro vero doveva ancora iniziare...

di Laura Reffo

 
 
appuntamenti
Codice Ivan e Babilonia Teatri
Mercoledì 2 settembre vanno in scena a Bassano, per la prima volta insieme nella stessa serata, i vincitori delle ultime due edizioni del Premio Scenario, una delle poche realtà in Italia a svolgere una ricognizione sistematica del nuovo, e una più attenta risposta alla straordinaria creatività delle giovani generazioni. In programma i vincitori dell’edizione 2009 Codice Ivan (ore 21.00 CSC Garage Nardini) con lo studio di “Pink me and the roses” e i vincitori dell’edizione 2007 Babilonia Teatri (ore 21 CSC Garage Nardini) con il secondo spettacolo della personale a loro dedicata dal titolo “Pop star”.

Con “Pink, Me & The Roses” i tre performer di Codice IVAN non solo rivelano ciò che succede dietro le quinte, ma anche come sono arrivati alla messa in scena. Il processo, il making off irrompe su di un palcoscenico essenziale: pochi oggetti, pochi colori, poco spazio e ben marcato. Ancora una volta si tenta di costruire l’ennesima finzione, ma siamo oltre la narrazione e l’inganno non regge più. Improvvisamente la scatola nera diventa bianca: la vita irrompe, si presenta, è lì, imbarazzante, ti guarda e come è arrivata si allontana, torna dietro la maschera. I tre componenti di Codice Ivan sono rimasti imprigionati, non loro malgrado ma volontariamente, dentro il teatro stesso. 
Altra atmosfera quella che caratterizza il lavoro di Babilonia Teatri in “Pop star”, uno spettacolo volutamente scanzonato, che sceglie di non essere drammatico per raccontare una realtà che lo è in modo profondo. Un lavoro allo stesso tempo lineare e delirante. Che coniuga rigore formale e follia narrativa. Dove la fissità degli attori sul palco diventa la forza della messa in scena. L’unico modo che permette alla storia di vivere senza bisogno di interpretarla. La via che consente di introdurre degli inserti esplosivi grazie ai quali restituire la forza, la violenza, l’ironia della messa in scena.
“Pop star” è un intreccio da districare, è l’idea di un destino comune e inarrestabile, un labirinto senza via d’uscita. E’ il viaggio di un odierno titanic alla ricerca del suo iceberg. L’attesa di un principe azzurro che non arriverà mai. E’ la corsa di chi non si ferma per non sapere cosa è rimasto alle spalle, per non vedere ciò che ci circonda. Una corsa verso il successo. Il sogno di un arrivo, una fine, un traguardo. Un testo colorato e nero al contempo, violento ed ironico, crudele e commovente. Un concentrato di contraddizioni, che colpisce per la crudezza del linguaggio e la capacità di raccontare un’epoca dove tutto sembra sfuggire al controllo.



Day one - 01.09.09


*jeug -Anagoor foto di Adriano Boscato

interviste impossibili
PIOGGIA, DALLA STALLA ALLE STELLE


Pacata, silenziosa ed elegante: queste le impressioni percepite durante il primo incontro con la giumenta protagonista dello spettacolo *Jeug degli Anagoor. Vera e propria star del festival Bmotion, coccolata e riverita, Pioggia rilascia una breve intervista tra una prova e un riposino, mentre i suoi compagni si affannano per rendere la scena perfetta ed impeccabile, pronta per essere presentata al pubblico di Bassano del Grappa.

Carissima Pioggia, come vive la tensione prima e durante lo spettacolo?
Sicuramente cerco di rilassarmi il più possibile. Non è semplice concentrarsi ed abbandonarsi alla scena quando sai che dall'altra parte - aldilà del velo bianco che separa il palco dalla platea – c'è un folto pubblico che è pronto a "spiare" ciò che succede tra me e Anna Bragagnolo, l'altra attrice presente durante lo spettacolo. Utilizzo il verbo 'spiare' perché quello che accade in *Jeug è un vero e proprio incontro privato, una sorta di conoscenza che io intraprendo con una ragazza, Anna appunto. Cerco di immaginarmi sola con lei, allontanando il più possibile il pensiero che degli occhi indiscreti ci stiano guardando. Proprio per questo prima di andare in scena cerco calma e silenzio, per riuscire poi a trovare una maggiore concentrazione.

La sua relazione con l'attrice Anna Bragagnolo come si è sviluppata? C'è uno studio approfondito, una fiducia a priori, oppure molto è lasciato al caso e all'improvvisazione?
Il nostro incontro non è stato casuale, ma si è sviluppato secondo la filosofia Join-Up, teorizzata da Monty Roberts, che si concentra su un insieme di regole impostate sulla non violenza e sulla fiducia reciproca tra cavallo e uomo. Alla base della nostra avventura c'è un training condotto dall'istruttrice Francesca Marchetto del Centro Equestre Prato Verde di San Zenone degli Ezzelini, in provincia di Treviso. Durante lo spettacolo il nostro approccio non è totalmente preimpostato, ha esiti sempre differenti a seconda delle sensazioni che scambio con Anna. Potrebbe essere quello che nella danza viene definita come contact improvisation... Può esserci un primo contatto di incontro ma anche di scontro, una fascinazione momentanea o un rifiuto categorico. Ma piano piano si instaura un feeling tra noi che porta al totale abbandono dell'una nelle braccia dell'altra...
 

Qual è il momento dello spettacolo che preferisci?
Le sensazioni che provo durante lo spettacolo sono differenti. Si passa dall'iniziale diffidenza per quello che potrebbe o meno accadere a un progressivo abbandono, a una fiducia che dentro di me a poco a poco cresce. Uno dei momenti di forte impatto emotivo è dato dal contatto con la frusta. Anna maneggia quest'oggetto in modo totalmente duplice: lo fa volteggiare con velocità in aria e fende colpi secchi nel vuoto, innescando effetti sonori poco piacevoli e che lasciano intuire l'eventuale dolore provocato nel caso in cui lo stesso movimento venisse inferto sul mio corpo. D'altra parte la mia compagna usa la frusta con me in maniera del tutto differente: mi accarezza dolcemente, tanto che quello strano strumento non emette alcun suono, ma silenziosamente passa sul mio corpo, diventando un semplice prolungamento della mano di Anna.
di Carlotta Tringali

appuntamenti
Santasangre e Babilonia Teatri

Continua b.motion, nella settimana dedicata al teatro, con due compagnie di punta della scena della ricerca italiana. I Babilonia Teatri insieme a La Piccionaia presenteranno, questa sera alle 21.00 al Teatro Remondini Special Prize. La serata prosegue poi alle 21.45 al Garage Nardini con i Santasangre e il primo studio di Sincronie di errori non prevedibili.


>>> Vai alla fotogallery di b.motion!


b.motionreport - theatre week è un progetto a cura di Jacopo lanteri con la collaborazione di Laura Reffo, Giulia Tirelli, Carlotta Tringali, Patrizia Vitrugno, Maria Vittoria Solomita e Fabiana Campanella.

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