La stanza virtuale di b.motion 2010
BSPACE
Per chi non può essere a Bassano del Grappa durante b.motion ecco il modo giusto
di vivere il festival in maniera multimediale!
<<< PAST

>>> VAI ALLA FOTOGALLERY DI
B.MOTION
Lunedì 30 agosto comincia la settimana dedicata al teatro di B.Motion e fino al 4 settembre la redazione del B.Space continuerà a seguire in ogni sua declinazione
questa seconda parte del festival.
HappyB.Day è un buoncompleanno dedicato a OperaEstate: si possono votare al Festival o su Facebook gli spettacoli più significativi degli ultimi
trent'anni... Ogni giorno sarà aggiornata la classifica e l'ultimo giorno sapremo quali sono i lavori di fine millennio da non dimenticare!
B.Istant e B.Map sono invece le sezioni dedicate agli artisti e agli spettacoli di B.Motion 2010: polaroid formato emblema scelte
da ogni compagnia e tentativi sperimentali di una mappatura della scena contemporanea presentano, approfondiscono e mettono in relazione i lavori in
programma.
Al cuore di B.Motion 2010 è B.Conference, tre giorni di convegno sulle realtà del contemporaneo: la redazione raccoglierà tutte le informazioni sui partecipanti,
gli interventi e le discussioni in diverse forme nella sezione B.Spy e chi non può essere a Bassano in quei giorni può seguire i lavori del
convegno in diretta live su Facebook e Twitter.
Aggiornamenti quotidiani da B.Motion 2010 su Hoop e su Il Tamburo di Kattrin.
B.SPY
Tutte le notizie su B.Conference, il convegno sui teatri del contemporaneo
OperaEstate ha lavorato negli ultimi anni per far crescere il confronto tra spettatori e giovani formazioni del teatro italiano, anche con proposte originali che
tendono a sovvertire i criteri di organizzazione del rapporto fra il ‘sistema’ dello spettacolo e il pubblico. Il convegno, al quale sono presenti
artisti, critici e i curatori italiani che programmano compagnie giovani e indipendenti, conclude un lungo percorso di ricerca e riflessione sul nuovo teatro
italiano avviato nel 2009 a San Sepolcro. Una sorta di stati generali per fare il punto sulla situazione teatrale nazionale legata al teatro contemporaneo e alle
compagnie comunemente definite “giovani”.
B.PEOPLE
I protagonisti di B.Conference
|
|
|
|
|
|
|


DAY#1 2 SETTEMBRE 2010
La prima giornata di B.Conference
ha aperto oggi con una riflessione intorno alle realtà del contemporaneo, che si svilupperà qui a Bassano fino a sabato. All'ordine del giorno è stata la
presentazione del manifesto, nato dal lavoro di una quindicina di operatori riuniti a seguito del convegno tenutosi a San Sepolcro nel mese di luglio 2009. Gli
stimoli lanciati da Luca Ricci e Roberta Nicolai partono dalla proposta di un patto tra generazioni, dalla necessità di un sistema flessibile che possa fornire
riconoscibilità sociale alle realtà in questione, dalla volontà di costruire un unico insieme plurale e complesso.


B.MAP
Tentativi non lineari di mappatura della scena contemporanea attraverso gli spettacoli di B.Motion 2010
B.Space in progress
Questa è la stanza virtuale di B.Motion 2010: ogni giorno sarà riempita con un oggetto "preso in prestito" dagli spettacoli della serata precedente. Da questi (e
altri) elementi scaturiscono i diversi approfondimenti che vogliono tentare una mappatura della scena contemporanea attraverso i lavori presenti al Festival.
DAY#4 2 SETTEMBRE 2010
|
|
| Santasangre- "Bestiale improvviso 3a ipotesi" | Plumes dans la tete - "Insorta distesa" |
ON: Santasangre "Bestiale improvviso_3a ipotesi"
by Roberta Ferraresi
Pezzi di movimento e intuizioni di corpo, poco meno o poco più forti del buio in cui sono avvolti – mentre la loro percezione è delegata alla sensibilità (in
senso stretto) del singolo spettatore: così si inaugura Bestiale improvviso_3a ipotesi, ultimo passaggio del nuovo progetto di Santasangre. Tre creature in
scena, né propriamente umane, né teromorfiche o macchiniche. Una squilibrata e tormentata triade che prima si espone e poi comincia a muoversi nello spazio buio,
andando a costruire un tagliente bassorilievo. La ricerca (sul movimento, sull'interazione tecnologica, sulla composizione sonora) è, al solito, di tutto rilievo,
collocandosi ancora più decisamente in un percorso di sviluppo verso la sublimazione, che interroga, fonde, trasforma i limiti fra corpo e spazio. Pur
raffinatamente costruito su un'affascinante modulazione di gradazioni di buio e di tonalità di luce, entrambi solidissimi e materici, questo lavoro si risolve in
un'omogeneità percettiva e cinetica che disperde il magnetismo che solitamente avvolge le creazioni di Santasangre (e che anche in questo caso si era presentato,
per qualche momento, all'inizio dello spettacolo). Se il fumo denso, già presente all'entrata del pubblico, invade la sala – come forse ad invocare uno
sconfinamento della performance oltre il proscenio, nella mente e nel corpo dello spettatore – così non accade per lo spettacolo, che resta imprigionato in
una liscia bidimensionalità, lontanissimo da quegli sprofondamenti di senso e di sensi ormai consueti per la formazione romana e anche qui a volte presenti in
accenno. L'invasione della scena in platea e la monumentalità della composizione (dalla frontalità decisa alla vertigine anti-prospettica, al filtro della distanza
imposto sulla quarta parete) si costituiscono in un paradosso performativo difficile da sciogliere e da seguire.
DAY#3 1 SETTEMBRE 2010
|
|
|
| Barokthegreat - "Barok" | Gribaudi-Musso-"Dreams Doubts Debts" | Trickster Teatro - "h.g." |
Soli. Rinchiusi in un'installazione dalle pareti nere. Soli con le proprie emozioni: che sia paura, gioia, turbamento o disagio, ogni singolo sentimento scaturisce
dall'intimità dello spettatore che si addentra in h.g. La fiaba fa paura più ai grandi che ai piccoli; luogo comune che diviene realtà con il lavoro di Trickster
Teatro. Siamo circondati da guerre, stragi, fatti di cronaca spaventosi che spesso attraversano superficialmente i nostri corpi senza intaccarne alcuna parte; poi
ci troviamo all'interno di un'installazione, la miniatura di un mondo fiabesco che nella sua sproporzione ci fa credere di essere Alice e che, con i suoi indizi,
attinge all'immaginario collettivo avvalendosi della possibilità di non scivolare nella narrazione. Estremamente legato alla sfera percettiva, h.g. si fonda sulla
bellezza e la perfezione tecnica, chiama in causa l'illusione, ma lo fa con estrema onestà consegnando allo spettatore un importante frammento di poesia e
visione.
ON: Trickster Teatro "h.g." /2
by Roberta Ferraresi
h.g. è una storia di biscotti, di fronde mostruose, di lucentezze minuscole e di infinita ferocia. Offre l'esperienza – nel suo delicatissimo
minimalismo composto da oggetti piccoli, semplici, precisi, e da una narrazione dalla discrezione avvolgente – di una sorta di rito iniziatico, della soglia
(da attraversare, ma anche da evitare, fuggire, temere) e della crescita (idem). Le prime stanze di cui si costituisce il percorso installativo proposto da
Trickster Teatro – ma la reazione sarà soggettivissima – materializzano per alcuni concreto terrore, attraverso giochi di ombre, spiazzamenti
successivi e un tessuto sonoro decisamente tattile. Il ruolo dello spettatore è – a differenza di tante altre occasioni che ne tentano un sovvertimento più
plateale – messo in crisi fin dall'origine del percorso dentro la favola, rielaborata, di Hansel e Gretel. Poi è facile invece lasciarsi andare al racconto,
avendo avuto tempo e modo, in tutta solitudine, di riandare a comporre il proprio ruolo e la prospettiva che appartiene ad ogni visitatore.
Oltre la composizione sonora così efficace, la semplice raffinatezza dell'allestimento e la discrezione con cui lo spettatore solo è coinvolto nell'opera, h.g. ha
il merito di collocarsi in una traiettoria di lavoro abbastanza originale per quel che riguarda le interrogazioni intorno al pubblico: mai strattonato o invaso (né
dalla narrazione, che mescola autobiografia, realtà e fiaba, né dalle soluzioni spaziali o dall'azione stessa), lo spettatore, pur interrogandosi sul proprio
ruolo, attivandosi per doverlo riassettare e scegliere, è libero di essere appunto spettatore – e non attore, come a volte avviene – di un racconto
che, in un modo o nell'altro, può trafiggere le fragilità emozionali di chi si lascia coinvolgere e lo segue passo passo.
ON: Barokthegreat "Barok"
by Elena Conti
Fragile corpo, origine di vibrazioni e pulsioni
meccaniche che coinvolgono busto e braccia lasciando alla parte inferiore il compito di tracciare impercettibili percorsi a terra. Un corpo nero e il suo doppio,
labile ombra accolta dal fondale, riempiono la scena del Garage Nardini di una presenza oscura e inquietante. Come tasti di una macchina da scrivere senza
inchiostro, il corpo di Sonia Brunelli compone in scena uno scritto trasparente. L'impossibilità di catturare parole – che Barokthegreat esclude a priori
definendo il lavoro «scrittura del corpo come appunto su un foglio che manca di continuità e di senso» – lascia che la costruzione di significato segua il
flusso di sensazioni generato dalla partitura coreografica e sonora. La relazione costante tra la fisicità della performer, la musica e il gioco di ombre sul
fondale, consegnano allo spettatore una visione dell'insieme come occultata dal filtro di una pellicola cinematografica rovinata. Barok invade gli spazi della
percezione, si disperde nell'intimità del soggetto come quel volto artificiale che solo per pochi istanti si è indirizzato al pubblico negando, per il resto, ogni
possibile comunicazione.
DAY#2 31 AGOSTO 2010
|
|
| Fibre Parallele - "2.(Due)" | Menoventi - "Semiramis" |
ON: Fibre Parallele "2.(Due)" + Menoventi "Semiramis"/1
by Camilla Toso
Rosso sangue, bianco latte. Due colori in scena per due storie di donne, due passioni folgoranti che sfociano e si nutrono di violenza. Verde-erba. Giallo-sole.
Blu-cielo. I colori sono una delle prime forme di comunicazione non verbale, spesso vengono abbinati a oggetti ed emozioni, nelle culture tradizionali hanno
particolari significati e diverse declinazioni. In 2.(Due) di Fibre Parallele e Semiramis di Menoventi il rosso e il bianco sono i colori chiave. Storie diverse
per personaggi quanto mai distanti, ma la ricerca drammaturgica ha portato a un risultato cromatico decisamente simile. Entrambi i testi vedono una donna sola
soffrire per amore e lacerarsi interiormente, succube di una passione che si traduce in violenza. Amore del proprio uomo, passione, possesso, potere. Rosso su
fondo bianco. Bianco: il colore della purezza in Occidente, il colore del lutto in Oriente. Un foglio su cui scrivere, la memoria, i ricordi che sporcano ed
insanguinano la purezza delle protagoniste. La violenza: una macchia difficile da cancellare, impossibile da dimenticare. Tracce e segni, parole e gesti si
intrecciano e sovrappongono. Due spettacoli scelti e abbinati insieme in un'unica serata a B.Motion, ma nati da due compagnie con percorsi e biografie
completamente diversi. In 2.(Due) il bianco è superficie soprattutto orizzontale che copre pavimento e oggetti – dalla vasca da bagno allo specchio. Tutto è
ricoperto, immacolato, freddo e irrazionale, pronto a essere macchiato da un rosso-sangue che cola inesorabile dall'alto, nulla più può essere cambiato, l'omicidio
è compiuto, la mente della protagonista completamente persa in una follia che resta lucida e distante quasi disarmante. Irrefrenabile è invece la furia di
Semiramis, nella sua insaziabile fame di potere e d'apparire. Bianche sono le pareti della stanza in cui è richiusa, superfici della memoria continuamente
violentate e segnate; testimoni di una ferocia e una pazzia destinate a spegnersi: «Sei nata da violenza, semini violenza e di violenza morirai». Il destino
scritto dalle sue stesse mani. Un sadico cruciverba quotidiano – fare i conti con se stessa, su se stessa, per se stessa – che ammala la mente e la
porta all'estremo. Si disegnano così i confini di due universi femminili, due opere fresche e generose che si avvalgono della parola quanto dell'immagine e che,
pur usando gli stessi codici, sviluppano immaginari distinti e complementari.
ON: Fibre Parallele "2.(Due)"
by Marta Montevecchi
Tre sacchetti appesi pieni di sangue parlano chiaro: non sarà la ricerca di un effetto imprevisto a far parlare di questo spettacolo, né l'ostentazione di
estetiche sofisticate. Il bianco esteriore della follia, il nero interiore dell'animale ferito che è una donna, qualsiasi donna di fronte alla fine del suo amore.
2. (Due) è una storia di ordinaria follia, una storia d'amore quotidiana, un comunissimo fatto di cronaca. É tutto questo per parlare al pubblico, eppure non è
nulla di questo, per spiazzarlo. Due è una donna che gioca sapientemente col racconto di se stessa, entrando e uscendo da luoghi dell'anima, inventando tempi e
spazi con la propria voce, il proprio sguardo, i propri silenzi; e insieme con voci, sguardi e silenzi di tutto il mondo, che in lei si rincorre, negato. Come
gatto e topo, gioco di contrasti e rimandi, questa donna e il suo amore, e il suo ricordo, e il suo tormento. Questo senso di perdita di sé, di infantile
spaesamento che si alterna a lucida follia, sostenuto in scena da uno straniante uso della voce e da un'agghiacciante ironia (tra il pop e il cinico), colpisce
direttamente in quel limbo doloroso che è il senso di appartenenza ad una comunità, il riconoscersi nel privato altrui, l'essere costretto al pensiero di fronte a
una dichiarazione inequivoca.
ON: Menoventi "Semiramis"
by Marta Montevecchi
C'era una volta una leggendaria regina, di nome Semiramis. E un'altra volta ancora un'altra regina, chiamata Semiramis. Nel tempo, eterna; nello spazio,
prigioniera. Lo spettacolo di Menoventi, andato in scena ieri sera al Garage Nardini di Bassano, colpisce lo spettatore con lame di risate, lo getta a terra nei
tonfi dell'attrice, lo lancia in mondi paralleli attraverso gli squarci aperti nei muri della scena – bianca, come bianco anche il vestito della donna sola
in scena. Un teatro fatto di parole che si configurano in sussurri, grida, scritte di cipria e rossetto sui muri, monologhi che colgono impreviste eco per
diventare dialoghi, domande e risposte sovrapposte. Un corpo che dichiara la propria follia dai primi movimenti, incapace di stare negli spazi che si crea,
convulso o irrigidito, stagliantesi nell'assenza cromatica. La vita che reclama vendetta, donna molteplice fino a rendersi minore di uno, o solo musica, o solo
immaginazione. Finché questo sguardo sull'alienazione altrui si trasforma in angosciosa partecipazione, attraverso una confusione dei piani di realtà e di
coinvolgimento del pubblico, che si trova trascinato dentro la drammaturgia e poi lì sbattuto e abbandonato, solo in mezzo a mille specchi di sé.
ON: Fibre Parallele "2.(Due)" + Menoventi "Semiramis"/2
by Marta Montevecchi
Noi, sola. Uno spazio bianco. Una donna vestita di bianco. Una donna vestita di bianco e la sua follia in un chiuso spazio bianco. Così 2. (Due), della compagnia
Fibre Parallele, e Semiramis, di Menoventi. Vedere insieme questi spettacoli, così diversi a partire dagli stessi elementi, significa in qualche modo costringersi
a guardare l'universo femminile, e per estensione l'umanità tutta, con le conseguenze che questa operazione può comportare. In tempi in cui il teatro sempre più si
rifiuta di dire qualcosa – e spesso non tanto per l'assenza di parole quanto per l'assenza di posizioni che non siano meramente estetiche o stilistiche
– tornare a parlare dell'essere umano può significare molto. Sembra interessante infatti l'invito a riflettere che ci offre l'occasione: ha a che fare con
l'idea di società, perché non a caso si sceglie un personaggio che, incapace di comunicare in maniera sana con il mondo esterno, si costringe – con
declinazioni diverse – a estrinsecare i propri doppi, tranne poi scoprirsi incapace di risolversi con se stesso e con essi. Ha a che fare con la figura della
donna come coacervo e origine della complessità di tipi umani, e con la rivendicazione del suo ruolo nella comunità odierna; perché scegliere di metterne in scena
i travestimenti dell'anima e non le nudità dei corpi parla di un'arte che non ha bisogno di immagini accattivanti, ma che si contrappone allo spettacolo vuoto. Ha
a che fare con il riscatto dell'uomo, perché trovarsi di fronte alla miseria e riconoscervisi è un buon modo per sfruttare il teatro e ritornare a farlo politico,
nella più alta delle sue accezioni.
DAY#1 30 AGOSTO 2010
|
|
| CollettivO CineticO - "XD 1|2" | Anagoor - "Tempesta" |
ON: CollettivO CineticO "XD 1|2"
by Carlotta Tringali
Negli ultimi dieci anni il panorama fumettistico, ma anche il mondo dell'animazione, ha subito un profondo cambiamento: gli eroi americani sembrano appartenere a
una generazione ormai cresciuta, mentre i giovanissimi guardano maggiormente ad altri stili comportamentali, atteggiamenti che appartengono al mondo fantasioso e
giapponese dei manga.
Continua a leggere su Il Tamburo di Kattrin...
CARDSFROMOPERAESTATEREMIXXX
Ogni giorno una cartolina da OperaEstateRemiXXX, progetto curato da Antonio Rinaldi e Jacopo Lanteri in occasione del trentennale del Festival OperaEstate: come
due dj della scena, vanno alla ricerca di materiali originali, interviste, fotografie, da remixare prima e condividere poi con gli spettatori ,ogni sera nelle
cantine di Palazzo Bonaguro.
Spaesamenti/Drammaturgie, Visioni e ora... Spaesamenti
Scorrendo il programma di B.Motion Teatro, nella sezione Spaesamenti, si trovano artisti che creano con i loro lavori continui slittamenti: dalle letture curate da
Luca Scarlini alle incursioni nei trent'anni di Operaestate di Antonio Rinaldi & Jacopo Lanteri, passando per la messa in discussione di ruoli
(performer/spettatore) di Fagarazzi & Zuffellato. Ad introdurre questa sezione del festival, allargando le possibilità di significazione del termine, la
presentazione di Iperscene2, volume curato da Jacopo Lanteri. Spaesamenti che si originano nella vita per approdare alla scena e all'editoria, modelli
culturali in cui il teatro si intromette per rivelare l'inaspettato.
Visioni/Visioni in scena
Anche quest'anno B.Motion dedica attenzione alle nuove generazioni, in particolare a quegli spettacoli che si allontanano dalla parola, suggestionando lo
spettatore attraverso l'immagine e la visione. CollettivO CineticO, Plumes dans la tete, Anagoor, Santasangre, Barokthegreat, Pathosformel – immaginari
evanescenti creati da artisti sull'orlo tra artigianato e scienza, costruiti per stupire l'occhio e far viaggiare la mente.
Drammaturgie/Testi d'oggi
La sezione Drammaturgie di B.Motion Teatro è un'occasione per fare il punto sulle condizioni e le conseguenze di quello che, sui palcoscenici, è stato riconosciuto
come (ma che è solo in parte) un ritorno al testo della scena contemporanea.
Attraverso quali traiettorie si può sviluppare oggi una ricerca drammaturgica? Il teatro di parola continua a parlare al pubblico o è rimasto ammutolito in un
angolo della scena, complici decenni di ricerca (e di cultura) maggiormente orientata al visivo? Come si presenta un monologo all'epoca di Facebook e del Grande
Fratello, in cui il sé è in così tanti modi esplorato ed esposto?
Continua su Il Tamburo di Kattrin...
B.ISTANT
Ritratti dei protagonisti di B.Motion 2010
Ogni sera i protagonisti di B.Motion 2010 ci consegnano un loro ritratto: una fotografia della compagnia e una selezione di quelle parole e riflessioni di
critici che hanno occupato spazi di quotidiani e microspazi web. Frasi che sono state in grado di cogliere ciò che l'artista, per “mestiere”,
rappresenta in scena. Strade che si intersecano per lasciar parlare gli artisti, in quest'occasione, con frasi altrui ma perfettamente aderenti e appartenenti alla
propria poetica.
Antonio Rinaldi-Jacopo Lanteri ("OperaEstate RemiXXX")
31 agosto>4 settembre @ Palazzo Bonaguro h. 23.00

«Se potessimo dimostrare il passato, avremmo ancora dei diritti sul futuro. La memoria diventa però sempre più impalpabile: viviamo in una società “senza
memoria”, ci serviamo sempre più di memorie artificiali, di computer, e sempre meno della memoria vivente di ciò che ha effettivamente avuto luogo; e così,
improvvisamente, abbiamo sempre meno prospettive possibili».
Luca Scarlini ("Appetizers")
30 agosto>4 settembre @ varie librerie di Bassano h. 19.00

foto di Roberto Masotti
«eccentrico, colto, giocoliere» (Marco Belpoliti, La Stampa)
MI PIACE / NON MI PIACE
L'impero della democrazia on web
RISULTATI POLL PRECEDENTI:
INSORTA DISTESA by Plumes dans la tete 33% MI PIACE! 67% NON MI PIACE!
BESTIALE IMPROVVISO_3a IPOTESI by Santasangre 0% MI PIACE! 0% NON MI PIACE!
DREAMS DOUBTS DEBTS by Musso Gribaudi 67% MI PIACE! 33% NON MI PIACE!
BAROK by Barokthegreat 15%
MI PIACE! 85% NON MI PIACE!
H.G. by Trickster 90% MI PIACE! 10% NON MI PIACE!
2.(DUE) by Fibre Parallele 63% MI PIACE! 38% NON MI PIACE!
SEMIRAMIS by Menoventi 56% MI PIACE! 44% NON MI PIACE!
XD 1|2 by CollettivO CineticO 100% MI PIACE! 0%
NON MI PIACE!
TEMPESTA by Anagoor 67% MI PIACE! 33% NON MI
PIACE!
IL PROGRAMMA DI B.MOTION 2010
SABATO 4 SETTEMBRE 2010
Sabato 4 settembre: ultimo giorno di B.motion, il segmento di Operaestate Festival Veneto dedicato ai linguaggi del contemporaneo. Il Festival si conclude con la presentazione di Nel lago, primo studio di un progetto che vede coinvolti insieme la danz'autrice Ambra Senatore e il regista e autore Sandro Mabellini (ore 21 Teatro Remondini), e Babilonia Teatri con l'anteprima del loro ultimo lavoro, The end (ore 22 CSC Garage Nardini). Prosegue l’appuntamento con Fortuny di Anagoor (replica ore 18 Chiesetta dell’Angelo). Nuove puntate anche per gli aperitivi teatrali e i microeventi di Operaestate RemiXXX (ore 23 CSC Garage Nardini), entrambi a ingresso libero.
BMOTION VIDEO
>>> GO TO SEE OTHER VIDEO

LA DANZA SOLLEVA E SODDISFA INTERVISTA A LUIGI BERTON
by Laura
Pilastro
Luigi Berton, 83 anni, è un volto noto di B.Motion. Con i suoi tovaglioli creativi, dà il buongiorno agli artisti e agli operatori del Festival, accogliendoli ogni
mattina nel refettorio dell'Istituto Scalabrini per la prima colazione.
B.MOTION
AUDIO
a cura di Roberta Ferraresi con Carlotta Tringali, Camilla Toso, Elena Conti, Silvia Gatto
special guest Marta Montevecchi
b.space è un progetto di Jacopo Lanteri e Roberta Ferraresi
in collaborazione con iltamburodikattrin.com